Siria, intensificati sforzi diplomatici, ribelli contro proposta russa

Ribelli del Libero esercito siriano durante un'azione di guerriglia contro le forze del presidente Bashar al-Assad a Deir al-Zor. REUTERS/Khalil Ashawi

WASHINGTON/BEIRUT/NAZIONI UNITE (Reuters) - I ribelli siriani oggi hanno ufficialmente respinto la proposta russa di mettere le armi chimiche della Siria sotto il controllo internazionale, mentre la Russia ammonisce che un raid Usa potrebbe provocare attacchi degli estremisti e portare la guerra civile oltre i confini siriani.

"Annunciamo il nostro definitivo rifiuto dell'iniziativa russa di mettere le armi chimiche sotto la custodia internazionale", ha detto Salim Idriss, capo del Consiglio supremo militare dei ribelli, in un video pubblicato online nella notte.

Intanto ieri il segretario di Stato Usa John Kerry e il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov hanno parlato per telefono, secondo quanto riferito dal dipartimento di Stato Usa, prima dell'incontro atteso oggi a Ginevra per tentare di trovare un accordo su una strategia per eliminare l'arsenale chimico siriano.

La portavoce del dipartimento Jen Psaki ha precisato che Kerry incontrerà a Ginevra, dove sono attesi almeno due giorni di colloqui, anche l'inviato dell'Onu-Lega araba Lakhdar Brahimi.

Le cinque potenze con poteri permanenti di veto del Consiglio di sicurezza dell'Onu si sono intanto incontrate a New York per discutere dei piani per mettere le armi siriane sotto il controllo internazionale - evitando così un'azione militare americana - mentre Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti hanno parlato di una bozza di risoluzione.

Gli ambasciatori Onu di Cina, Russia, GB, Francia e Usa si sono incontrati per circa mezz'ora alla missione Onu russa ma non hanno voluto rilasciare commenti all'uscita.

PUTIN: NO A RAID USA

Intanto un rapporto della commissione di inchiesta Onu ha documentato otto omicidi di massa, attribuiti per la maggior parte alle forze del presidente siriano Bashar al Assad. Secondo il rapporto, le forze di Assad avrebbe quasi certamente commesso due massacri a maggio uccidendo fino a 450 civili.

In una lettera al New York Times, invece, il presidente russo Vladimir Putin ha ammonito contro un raid Usa in Siria, dicendo che un'azione del genere rischia di portare ad un'escalation del conflitto oltre i confini del paese e di provocare attacchi terroristici. Putin ha detto che ci sono stati "pochi campioni di democrazia" nei due anni e mezzo di guerra civile, "ma che ci sono abbastanza combattenti di al Qaeda ed estremisti di tutti i tipi che stanno lottando contro il governo".

Putin è stato cauto sull'intraprendere un'azione militare senza l'autorizzazione del Consiglio di sicurezza dell'Onu, dicendo che si deve "fermare l'uso del linguaggio della forza".

"Un intervento degli Stati Uniti contro la Siria, nonostante la forte opposizione di molti Paesi e importanti leader politici e religiosi, compreso il Papa, si tradurrà in altre vittime innocenti e in un'escalation, diffondendo il conflitto potenzialmente ben oltre i confini della Siria", ha scritto Putin ribadendo la tesi che siano stati i ribelli ad usare le armi chimiche.

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