# Siria, Ue e Usa "non hanno una linea, se non contro Mosca e Iran" -2-

Cgi

Mosca, 17 apr. (askanews) -

Già perchè non c'è solo Mosca in questo gioco così coomplesso. "L'Iran - continua Lukyanov - ha una storia di potenza regionale, ha i suoi rapporti politici, mentre la Russia è una forza esterna, che da 2-3 anni si è trasformata da marginale a centrale. Questo ovviamente dà molto fastidio agli Stati Uniti". Coma offre motivo di irritazioni, l'asse Ankara-Mosca. "Il presidente francese Emmanuel Macron, con una sincerità sconcertante, ieri sera ha dichiarato che i francesi, gli americani e gli inglesi sono riusciti a dividere la Turchia dalla Russia. Come noto Ankara sosteneva gli attacchi, mentre la posizione russa è ben chiara. La Turchia appoggia un cambio di regime, mentre Mosca e contraria. Ma per il resto entrambi i Paesi si trovano e su posizioni coincidenti. Ovviamente ogni volta che gli americani fanno qualcosa, e i turchi li sostengono, questo aggiunge nuove difficoltà alla trojka Russia-Iran-Turchia".

In questo senso, lo scopo sembra scompaginare quell'asse che viene visto da molti come la possibile futura Yalta mediorientale, con una sonora e ingombrante esclusione di Washington. "Gli attacchi degli Stati uniti sono, mi pare, abbastanza comprensibili: gli attacchi hanno avuto un carattere esclusivamente dimostrativo. Proprio come lo scorso anno per l'amministrazione di Donald Trump era importante dimostrare di essere pronti e capaci di prendere una posizione di forza, in qualsiasi momento, quando sia considerato necessario. E soprattutto dimostrare che contro di loro nessuno può far nulla e di essere la più importante superpotenza. Ma resta il fatto: non è chiaro quale sia l'obiettivo", dice il politologo. (Segue)