# Siria, Ue e Usa "non hanno una linea, se non contro Mosca e Iran"

Cgi

Mosca, 17 apr. (askanews) - "La Russia non attaccherà nessuno" poichè sa bene che "tanto più sarà di successo la carta Assad, tanto più efficace sarà la risposta all'America", che sulla Siria non ha una linea, come non l'hanno i Paesi dell'Ue, se non quella dello scontro con Mosca (e Teheran), per tentare di ridimensionarne il ruolo nel Paese mediorientale. Lo dice in un colloquio con Askanews il peso massimo tra i politologi russi, Fyodor Lukyanov, parlando della situazione in Siria. L'esperto sottolinea come "i militari conoscono bene i rischi e, con tutte le forze, cercano di evitare lo scontro diretto. Poiché lo scontro diretto rende lo sviluppo della situazione ancora più imprevedibile. Sugli attacchi di sabato, ad esempio Trump ha detto "missione compiuta", anche se non è chiaro, non solo perché dica compiuta, ma neppure quale fosse la missione. Ma è palese che quella linea rossa che era stata posta da Mosca, invalicabile, di non toccare alcune strutture, gli americani l'hanno osservata".

La situazione descritta da Lukyanov è molto più complessa, persino di quello che ci si potrebbe aspettare. Un gioco di equilibri complicatissimo, dove a suo dire gli Usa non hanno più neppure un cavallo su cui puntare, se non sè stessi. "Sia gli Stati Uniti, sia i paesi europei, non hanno una linea. O meglio non è chiaro realmente quello che vogliono ottenere. Due anni fa per lo meno, si sapeva che gli Usa puntavano sulla opposizione moderata, e volevano il suo rafforzamento. Idealmente era un cambio di regime, ma anche se non fosse stato possibile un cambio di regime, almeno avrebbero esercitato un'influenza sul regime. Al momento questo tipo di forze non esistono più. Ci sono sempre gli islamisti radicali, mentre tra le fila di chi era all'opposizione moderata, alcuni hanno abbandonato la lotta, alcuni sono passati dalla parte di Assad, alcuni sono emigrati. Insomma non ci sono quelle forze che venivano sostenute dagli Stati Uniti in passato. E quindi viene da domandarsi: che cosa vogliono adesso? E la risposta a me sembra fin troppo semplice . Non permettere alla Russia di rafforzarsi in Siria. Anzi diciamo all'Iran e alla Russia". (Segue)