Sirias, omicidio sacerdote, vescovo Aleppo: Isis non e' finita -2-

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Roma, 12 nov. (askanews) - Le indagini sono ancora in corso. «Non sappiamo ancora chi l'abbia ucciso sebbene pare che l'ISIS abbia rivendicato l'attacco. Certo è che padre Hovsep indossava il clergymen e dunque era riconoscibile, così come era ben riconoscibile la sua macchina che sul cofano portava una grande scritta: Chiesa armeno-cattolica». È dunque plausibile che padre Hanna sia stato colpito perché sacerdote e anche per il suo contributo alla restaurazione di una presenza cristiana a Deir ez-Zor. «È una città molto importante per noi - spiega monsignor Marayati - perché è lì che sono stati uccisi molti dei nostri martiri fuggiti dal genocidio del 1915. Oggi non vi è più nessun armeno-cattolico e sicuramente i turchi non vogliono che vi torniamo. La nostra presenza ricorderebbe il genocidio armeno». Non si può dunque escludere, secondo il presule, che dietro l'omicidio del sacerdote possa esservi una mano turca. «Non vi sono prove, ma da sempre ISIS è sostenuto e coperto dai turchi».

(Segue)