Sisma Emilia, si sono mosse due faglie

Roma, 13 giu. (LaPresse) - I due terremoti più forti del 20 e 29 Maggio, sono avvenuti su faglie diverse, tra loro all'incirca parallele. E' quanto hanno stabilito i tecnici dell'Ingv dopo avere mappato nel dettaglio i movimenti del suolo avvenuti durante i terremoti in Emilia, grazie ai satelliti italiani Cosmo-SkyMed. Un risultato parziale ottenuto mappando dati geologici, sismologici e di deformazione del suolo. I ricercatori hanno così generato dei modelli fisico-matematici delle faglie, con i quali hanno simulato gli stessi movimenti della superficie terrestre che vengono osservati da satellite. Utilizzando computer molto potenti sono state generate decine di migliaia di mappe di deformazione simulate, che sono state confrontate con le deformazioni osservate dal satellite. Al termine di questa procedura si è individuato il modello di faglia che meglio riproduce i movimenti del terreno osservati.

Le due faglie possono essere visualizzate come dei piani di frattura lungo i quali si ha lo scorrimento dei due blocchi di crosta terrestre: il blocco a Sud della faglia è salito sopra il blocco a Nord (per questo si chiamano sovrascorrimenti), causando sollevamenti del suolo di 10-15 cm. Entrambi i piani di frattura si fermano a qualche centinaio di metri di profondità, e quindi non arrivano ad intersecare la superficie. Un eventuale affioramento delle faglie in superficie avrebbe causato molti più danni nelle zone interessate. Le faglie individuate corrispondono molto bene a strutture mappate in profondità con studi geologici. Si tratta di strutture vecchie di milioni di anni, generate dalla spinta dell'Appennino settentrionale verso le Alpi. La conoscenza di dettaglio della posizione e delle caratteristiche delle faglie attive è un elemento fondamentale per generare mappe di pericolosità sismica sempre più affidabili.

Intanto nelle tre regioni colpite dalle scosse di terremoto sono ad oggi ancora 16.126 le persone assistite grazie all'impegno del servizio nazionale della protezione civile, suddivise tra Emilia Romagna, Lombardia e Veneto su 46 campi di accoglienza, 64 strutture al coperto (scuole, palestre e caserme, vagoni letto messi a disposizione da Ferrovie dello Stato e Genio Ferrovieri) e negli alberghi che hanno offerto la loro disponibilità grazie alla convenzione siglata con Federalberghi e Assohotel. In Emilia Romagna i cittadini assistiti sono 14.637. Nello specifico, 10.074 sono ospitati nei 36 campi tende, 2.024 nelle 53 strutture al coperto e 2.539 in albergo. Nella regione Lombardia, invece, risultano assistite 1.235 persone all'interno dei 10 campi allestiti nella provincia di Mantova, cui se ne aggiungono 238 che hanno trovato sistemazione nelle 11 strutture al coperto e negli alberghi, per un totale di 1.474 persone. Nella regione Veneto, invece, nell'unica struttura al coperto allestita, nella provincia di Rovigo, sono accolte 15 persone.

Intanto proseguono i sopralluoghi di valutazione dell'agibilità post-sismica svolti, con la scheda Aedes, da squadre di rilevatori del sistema di protezione civile nazionale. Tra Lombardia ed Emilia l'agibilità riscontrata su 7.407 sopralluoghi si è avuta nel 37% degli edifici, il 17,5% è invece temporaneamente inagibile ma agibile con provvedimenti di pronto intervento, il 6% parzialmente inagibile, l'1,5% temporaneamente inagibili da rivedere con approfondimenti, il 33% inagibili e il 5% inagibili per rischio esterno.

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