Sisma, Porzi: ecco le mie proposte per una ricostruzione celere -2-

red/Rus

Roma, 27 lug. (askanews) - "In primo luogo - prosegue la presidente dell'Assemblea legislativa - i numeri, quelli presentati qualche giorno fa dall'Ance, restituiscono una fotografia impietosa. Si parla, nella ricostruzione privata con danni leggeri, di 5mila pratiche attese, a fronte di 1172 progetti presentati e poco più di 500 autorizzati. Se analizziamo quelli con danni gravi la situazione vede 5mila 600 pratiche attese, presentate 238 e autorizzate 41, con 187 in istruttoria. Solo 6 cantieri già conclusi. Meglio la ricostruzione pubblica".

"Alla luce di questi dati - continua - è il caso di chiedersi come intervenire per accelerare notevolmente l'istruttoria delle pratiche. La percezione è che si viva ancora in una condizione sospesa, mancano le attese linee guida a livello nazionale, necessarie per superare le ordinanze che appartengono prevalentemente alla fase dell'emergenza".

La prima causa che emerge in relazione a questa fotografia, per Porzi, è "la burocrazia e gli eccessivi tempi dei processi autorizzativi. In Umbria, per esempio, i due comuni più colpiti (Norcia e Preci) fanno parte del Parco dei Monti Sibillini. Tutti i processi di demolizione e ricostruzione necessitano dunque di autorizzazione paesaggistica. Un iter molto lungo, che sottopone il progetto a tre livelli di controlli e verifiche. Perché non pensare ad un processo che, in via straordinaria e a causa del sisma, demandi l'approvazione dell'autorizzazione ad un solo livello? E perché non porre la fase autorizzativa all'inizio della progettazione, prima della progettazione esecutiva, così da eliminare inutili e ripetuti passaggi che rallentano e rendono incerto e difficoltoso il lavoro dei tecnici? Una fase autorizzativa poi - sottolinea Porzi - che arrivi in tempi certi. Fermo restando il rispetto per la natura bellissima del luogo, tanto più in un'area protetta come il Parco, la priorità deve essere la persona e la sua dignità e questa è una soluzione che va in quella direzione, come l'idea di attribuire, a parità di superficie del complesso edilizio, il contributo della ricostruzione degli edifici sulle unità immobiliari al momento del sisma, a prescindere da qualsiasi modifica possa subentrare".(Segue)