Sista presenta "Sospesi", il suo primo singolo in italiano

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Sista Sospesi
Sista Sospesi

Sospesi tra le attese quotidiane. Persi e disorientati per le paure di ogni giorno, troppo spesso in balia degli eventi. Sempre più spesso travolti dalla frenesia, si sottovaluta la bellezza di ogni istante e il privilegio di esserci. È così che Silvia Gollini, in arte Sista, ha dato vita al suo nuovo singolo, “Sospesi”. Una canzone che dà prova di poeticità melodica e letterale, al passo con i tempi e in perfetta sintonia con la delicata fragilità del presente. Lo stile musicale e la vocalità di Sista, frutto di 25 anni di esperienza sul palco e di collaborazioni che spaziano dal teatro alla televisione, si collocano nel quadro della canzone d’autore italiana. Attenta osservatrice e anima fantasiosa, è un’autrice sopraffina, in grado di unire il suo lato più razionale alla sua vena artistica. Trasforma in musica l’attualità, con le sue sfide e le sue contraddizioni, e ne scaturisce una nitida fotografia del nostro tempo.

Il brano è accompagnato dal videoclip per la regia di Marco Gollini che vede protagonista la stessa Sista imprigionata da corde che la trattengono, così come tentano di fare quei pensieri stanchi dai quali alla fine riuscirà a liberarsi accennando un sorriso. La vita rinasce una volta liberi dai nostri lacci interiori.

Nell’intervista esclusiva Sista si è fatta conoscere per la sua fine delicatezza, sia artistica sia personale, ha parlato del suo nuovo singolo, “Sospesi”, ha raccontato le difficoltà che ha affrontato nei mesi di pandemia e cos’ha scoperto di sé, non tralasciando la sua profonda passione per la musica e per l’arte nella sua totalità.

Sista presenta “Sospesi”

È durante il primo lockdown che Sista ha composto “Sospesi”. Dal 29 gennaio in radio, è il suo nuovo singolo e vede la luce nella sua versione definitiva prodotta da Marco Gollini, registrata, missata e masterizzata negli studi di Mad Records. Nel brano Sista non si limita a evidenziare le difficoltà derivanti dalla pandemia. Nella sua canzone intensità ed eleganza si uniscono per raccontare il momento vissuto. La storia comincia lasciandosi andare a un inarrestabile flusso di pensieri, su noi stessi, i nostri cari, fino ai problemi di tutti i giorni. Rallentare diventa una virtù importante. Come suggerisce Sista in “Sospesi”, bisogna parlare di piccoli gesti, scoprirsi meno egoisti e pensare alle persone. Per prima cosa, “venirti ad abbracciare e dire andiamo a mare”, capire chi siamo, “imparare a rallentare e capire quanto è bello tornare a respirare”.

Parlando della sua nuova canzone, ha dichiarato: “Il progetto Sista nasce in lingua inglese. Vivo e lavoro in Italia come autrice e produttrice, ma per 25 anni ho sempre cantato soul, jazz e musica internazionale in Italia e all’estero. Mi occupo di musica per gente: scrivo in italiano per altri, ma per me ho sempre scelto la lingua inglese e le sonorità internazionali. Il progetto si avvia con i primi due singoli, in inglese, “Time4” e “Wednesday Freedom”. Con l’arrivo della pandemia, il mio progetto ha avuto una deviazione logistica, ma anche legata alle emozioni che vivevo in quel momento. Così è nata l’esigenza di raccontare il mio stato d’animo. Ho percepito un’esigenza comunicativa e la necessità di raccontarmi in italiano“. È una bella sfida per Sista, che ha messo in atto una scelta coraggiosa, con la quale dimostra la sua tenacia, il grande talento e la sua raffinata vena artistica. “I due singoli che precedono “Sospesi”, che è un importante brano di cantautorato, una canzone concepita con sonorità “all’italiana”, sono stilisticamente diversi. Ma c’è un fil rouge che lega le tre canzoni: centrale è il tema del tempo e del suo inesorabile trascorrere”, ha precisato. Quindi ha aggiunto: “Il mio nuovo singolo vuole mandare un messaggio positivo: è una riflessione sull’imparare a rallentare. Esprimo il mio punto di vista sulla situazione, provare a capire dove stiamo andando e “magari provare a cambiare qualcosa”, come recito nella canzone”.

Sista Sospesi
Sista Sospesi

Sista ha descritto gli ostacoli che ha incontrato durante i mesi più difficili della pandemia, ribadendo l’importanza di ritagliarsi del tempo per sé. Gratificarsi e ricompensarsi. Fermarsi, riflettere e dare ascolto ai propri pensieri. “Lo scoppio della pandemia mi ha destabilizzato. Durante il lockdown ho scritto tantissimo. Conduco generalmente una vita molto frenetica. L’isolamento forzato generato dall’emergenza coronavirus l’ho vissuto con grande rispetto nei confronti di chi ci ha sofferto. Io ho imparato a soffermarmi sui piccoli istanti di ogni giorno e coglierne la bellezza. I piccoli gesti per me sono essenziali. Voglio impegnarmi a restare coerente con la canzone, soffermandomi sulle piccole cose e imparando a rallentare, tornando a respirare. La pandemia ha stravolto anche le relazioni tra persone, che sono di vitale importanza. Tuttavia, ho la sensazione che la società non stia sufficientemente riflettendo sulla situazione drammatica e sugli insegnamenti che da essa dovremmo trarne”, ha commentato descrivendo l’emergenza sanitaria ancora in atto. Quindi ha confidato:Mi mancano gli abbracci in sicurezza. Abbracciare i miei genitori e le persone più care senza ansia. Tenevo moltissimo a “Sospesi”: appena c’è stata la possibilità, ho fatto di tutto per fare uscire immediatamente il singolo”.

Sista Sospesi
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Tuttavia, non mancano le lamentele nei confronti di un sistema che non si è fatto carico dei problemi dei lavoratori del mondo dello spettacolo. Accantonati e dimenticati. Non solo scarsamente supportati dal punto di vista economico-finanziario, ma neppure presi in considerazione. Un gesto recepito come umiliante e mortificante, contro il quale si alzano gli appelli dell’intero settore.

Sista ha mostrato la sua contentezza e il suo entusiasmo per la sua nuova canzone, “Sospesi”, ma non manca l’emozione per i progetti futuri. A tal proposito, ha ricordato: “Ad aprile uscirà il mio prossimo singolo, in italiano, ed entro fine anno il mio cd”. Con il sorriso ha aggiunto: “Ora sono e devo restare in Italia: adesso che ci sono, resto (volentierissimo). Mi dovete tenere ancora un po’.