Siti porno, una legge per bloccarli?

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Un filtro preventivo che blocca in automatico i siti con contenuti pornografici o comunque 'inappropriati ai minoriì: sarà preimpostato e si potrà disattivare solo con una richiesta esplicita al proprio provider di servizi internet. Lo prevede una norma di legge che è stata inserita, come emendamento proposto dalla Lega, nel Decreto Legge sulla giustizia. Come spiega laleggepertutti.it, il blocco dei siti porno secondo il provvedimento sarà preimpostato e chi vorrà accedervi dovrà chiamare appositamente il proprio gestore per rimuoverlo: infatti nella norma si precisa che questi filtri e blocchi dovranno essere gratuiti e potranno essere disattivati solo su richiesta del consumatore, titolare del contratto. 

L’obiettivo è quello di proteggere i minori dai 'rischi del cyberspazio' come li definisce il titolo della norma; il meccanismo funziona attraverso un servizio preattivato, a cura del fornitore di connettività internet, che dovrà realizzare un sistema di controllo parentale (parental control) o altri meccanismi analoghi in grado di filtrare i contenuti inappropriati impedendo l’accesso a quelli vietati ai minori degli anni 18. Inoltre, se l’operatore telefonico non si adegua è previsto un meccanismo di sanzioni applicate dall’Autorità garante per le comunicazioni. 

La norma in arrivo, secondo laleggepertutti.it, ha ottime possibilità di essere approvata in via definitiva, perché è già contenuta nel testo approvato dal Senato e che ora la Camera dovrà votare entro il 29 giugno, a pena di decadenza del Decreto Legge e manca il tempo per approntare e discutere eventuali modifiche.  

Il primo esame dell’Aula di Montecitorio è fissato per il 23 giugno, con la discussione in seduta pubblica alle ore 10 e prosecuzione dei lavori il giorno successivo anche in seduta notturna mercoledì 24; la votazione finale è calendarizzata entro le ore 14 di giovedì 25 giugno 2020.