Sito di scacchi censurato in Russia per informazioni su Ucraina

·4 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Milano, 24 apr. (askanews) - La partita più complessa è ancora una volta quella della libertà di pensiero. A causa di "informazioni sull'Ucraina" non allineate su chess.com, uno dei principali siti Web di gioco online, contenente notizie sui temi scacchistici e social networking, è diventato interamente non disponibile in Russia, riportano le agenzie russe. Questo nonostante la popolarità dello sport sia molto forte, sin dai tempi dell'Urss, e nonostante il ruolo centrale di Mosca, ancora oggi, nonostante la guerra in Ucraina, a livello internazionale in questa disciplina.

La causa della censura su chess.com sono informazioni sulla situazione in Ucraina e su ciò che sta accadendo. Il blocco è stato deciso da Roskomnadzor (l'agenzia competente per le telecomunicazioni russe). L'ex gran maestro russo di scacchi Sergey Karyakin nel suo canale Telegram aveva invitato Roskomnadzor a fermare questa risorsa. Ma ufficialmente lo stop all'accesso a due pagine del sito è arrivato su richiesta della Procura generale russa ed è datato 23 aprile. "Karyakin, che si è sistematicamente espresso sui social a sostegno del presidente russo Vladimir Putin, è al momento sotto esame da parte della Commissione Etica FIDE e potrebbe perdere il diritto di giocare" riportava lo stesso chess.com a marzo.

Poiché il sito utilizza il protocollo di rete https, il blocco di una delle pagine comporta l'indisponibilità dell'intero sito sul territorio della Federazione Russa. Il sito non è attualmente disponibile in Russia, riportano le agenzie di stampa russe.

Storicamente gli scacchi erano il gioco preferito praticamente in ogni famiglia sovietica. Le lezioni di scacchi venivano e vengono spesso inserite nelle scuole. I tavoli installati nei parchi, vedono ancora decine di giocatori riunirsi all'aperto, durante la bella stagione, ma con le nuove tecnologie, i siti come chess.com sono diventati la nuova piattaforma per incontrarsi, e per sognare di diventare il nuovo Kasparov, o Karpov o Kramnik.

Ma il mondo degli scacchi, composto ovviamente da fini cervelli, appare ora meno tollerabile alle autorità di prima. Soprattutto dopo che l'attacco della Russia all'Ucraina ha diffuso sdegno tra i professionisti russi degli scacchi. Un certo numero di giocatori ha espresso critiche o firmato un appello per la pace, e un certo numero di grandi Grandi Maestri come Nikita Vitiugov, Campione di Russia del 2021, Alexandr Predke, Dmitry Andreikin e altri, hanno lasciato la Russia per giocare sotto la bandiera FIDE, cambiare federazione o stabilirsi in altri paesi.

La World Chess Federation ha offerto un cambio di federazione semplificato e la possibilità di giocare e partecipare a tornei sotto bandiera FIDE agli scacchisti russi, colpiti come tutti gli altri atleti russi dalle sanzioni. Sette Grandmaster russi sono ora elencati sotto la bandiera FIDE, riporta ChessBase.com.

"Le sanzioni contro le federazioni russa e bielorussa non pregiudicano solo la possibilità di partecipare sotto le bandiere dei due Paesi. Ci sono anche molti problemi pratici, ad esempio con i viaggi. I voli tra i paesi dell'UE e la Russia e la Bielorussia non sono più possibili. L'unico paese europeo che ha ancora collegamenti aerei con la Russia è la Serbia", scrive ChessBase.com.

Pertanto, alcuni dei giocatori che hanno deciso di cambiare federazione hanno lasciato la Russia per stabilirsi in un altro paese. Evgeny Romanov, che è stato uno dei primi Grandmaster russi a cambiare federazione dopo lo scoppio della guerra, ora gioca per la Norvegia.

Secondo un articolo di Stefan Löffler su Chess Tech, Dmitry Andreikin, che ha giocato il Gran Premio a Belgrado quando è iniziata la guerra, non è tornato in Russia, ma è andato in Macedonia, dove ha giocato per alcuni anni per il club Alkaloid. "Daniil Yuffa, Vladimir Fedoseev e Kirill Alekseenko hanno trovato casa in Spagna. Yuffa era già passato alla federazione spagnola l'anno scorso. Nikita Vitiugov ha lasciato la Russia con la sua famiglia e si è trasferito in Spagna prima dell'inizio dell'invasione russa, e Grigori Oparin, che già da due anni studia a Saint Louis, USA, ha lasciato la federazione russa e gioca sotto la bandiera FIDE. Alexandr Predke non è tornato in Russia dopo aver giocato il Gran Premio FIDE a Berlino, ma si dice sia andato in Turchia con la sua ragazza Marine Severin", secondo ChessBase.com.

C'è poi il caso di Arkady Dvorkovich, 50 anni, ex vice primo ministro russo, che attraversa un periodo davvero molto difficile, sia sul piano personale, sia come presidente della FIDE: sta facendo una campagna per il secondo mandato in mezzo alla guerra con l'Ucraina, ed è l'unico russo rimasto a capo di un'organizzazione sportiva internazionale, ma anche uno dei pochi funzionari russi a denunciare la guerra in Ucraina (ha anche permesso al Comitato Etico della FIDE di bandire Karyakin da un torneo di scacchi di alto livello). Tuttavia essendo uno scacchista lui stesso, molti si interrogano sulle sue recenti mosse e si chiedono se stia bleffando. Le elezioni FIDE sono previste per luglio 2022 e di sicuro se ne vedranno delle belle.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli