A Skopje manca il governo

Dopo 4 mesi dalle legislative, nell’ex repubblica jugoslava di Macedonia, la maggioranza parlamentare non è ancora riuscita a esprimere un esecutivo

Le elezioni del dicembre scorso hanno dato 51 seggi al partito conservatore (Vmro-Dpmne) al governo dal 2006; 49 al maggior partito d’opposizione, il socialdemocratico Sdsm, mentre 10 sono andati al Dui (partner di coalizione del Vmro dal 2008).

Conseratori e Dui hanno riconfermato la maggioranza uscente con 61 seggi su 120 del Parlamento di Skopje.

Il timore è che la tensione politica degeneri in scontri etnici ma non solo come dice il presidente del partito socialdemocratico.

Zoran Zaev:

“Tenendo presente l’aumento del personale e delle dichiarazioni del ministro degli Esteri russo, così come delle attività dell’ambasciata russa nel Paese, possiamo dire che l’influenza russa stia aumentando. C‘è meno trasporto tra i cittadini verso l’Unione europea e verso la Nato. La diminuzione a livello percentuale è piccola ma rilevante. Ritengo che se non venissero prese misure, così come è già stato in passato, la Russia avrà la possibilità di imporsi difendendo i propri interessi”.

La Macedonia, fazzoletto di conquista e d’influenza. Una terra di mezzo, dove occidente e Russia potrebbero sfidarsi in contumacia ancora una volta.

Il ministro degli esteri uscente,Nikola Poposki, membro del partito conservatore, non nega gli interessi russi che considera comunque legittimi, come quelli di qualsiasi altro Stato europeo.

Nikola Popovski:

“Russia può avere i propri interessi, cosa legittima.

Domanda che può essere rivolta a ciascuno dei songoli stati membri dekk’Unione europea

can have its own interests, it is legitimate. But this question can be put forward to any of the current member states of the European Union too. It is not something that it is exclusive to our region or let’s say candidate and potential candidate countries from the Balkan states.”

Borjan Jovanovski, euronews:

I Balcani hanno sempre attratto l’attenzione della Russia da un lato e dall’altro dell’Occidente.

Le attuali tensioni tra Unione europea e Russia si riflettono sull’intera regione, già estremamente fragile”.

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