Slancio della ripresa in Asia, mercati ottimisti

Mario Sechi
·2 minuto per la lettura

AGI - La produzione industriale della Cina batte le previsioni, il Giappone nel terzo trimestre fa un balzo record del Pil dopo il crollo più grande dell'economia mai registrato dal dopoguerra a oggi, Pechino firma un accordo commerciale di libero scambio con altri 14 paesi dell'area Asia Pacifico, le speranze sull'arrivo del vaccino si stanno materializzando, le borse asiatiche corrono.

La produzione cinese è cresciuta più velocemente del previsto in ottobre (+6.9% anno su anno), i consumi sono in forte ripresa, segnano un +4.3% anno su anno, gli investimenti immobiliari sono a +12.7% rispetto a un anno fa, il ritmo di crescita più elevato dal luglio del 2018, la ripresa economica secondo l'Ufficio nazionale di statistica di Pechino è destinata a accelerare ancora nell'ultimo trimestre.

Il Giappone, la terza economia del mondo, esce dalla fase negativa innescata dalla crisi del Covid, il balzo del Pil nel trimestre è del 5%, il tasso annualizzato di crescita è pari al 21,4% (le previsioni davano una crescita del 18.9%), il maggior incremento degli ultimi 40 anni, il primo segno positivo negli ultimi quattro trimestri in rosso. Il rimbalzo di Tokyo è stato trainato da un'impennata record del 4,7% dei consumi privati (spesa per auto, tempo libero e ristoranti).

L'indice Nikkei 225 della Borsa di Tokyo ha toccato il massimo storico degli ultimi 29 anni (ora viaggia a +1,60%), l'indice Kospi 200 della Borsa di Seul è al massimo dall'inizio del 2018 (+2.23%). Bene anche la Borsa di Shangai (indice Csi 300 a +0.83%).

La Cina ha firmato con 14 Paesi dell'area Asia Pacifico il più grande patto commerciale del mondo, ci sono Corea e Giappone, esclusi gli Stati Uniti. Il patto rappresenterà il 30% dell'economia e riguarda 2,2 miliardi di consumatori. Un altro punto critico sull'agenda del presidente eletto Joe Biden.

Restano rischi e incertezze, ma la settimana sui mercati asiatici apre nel segno della fiducia sull'uscita dalla fase più acuta della crisi pandemica.