Sleeping Dragon, il buco nero che potrebbe risvegliarsi nella Via Lattea

Filippo Panza

Ha una massa quattro milioni di volte superiore a quella del Sole ed è al centro della nostra galassia, la Via Lattea. E, soprattutto, potrebbe risvegliarsi all’inizio del prossimo anno. E’ conosciuto come ‘Sleeping Dragon’ (Il Drago dormiente, Ndr), ma non è il classico mostro delle favole. Si tratta di un buco nero supermassiccio, il più grande tipo di regione dello spaziotempo con un campo gravitazionale così forte da attirare qualsiasi cosa al suo interno. L’esistenza di Sagittarius A * (si pronuncia Sagittario A-star, Ndr), come è scientificamente chiamata la regione intorno a questo immenso buco nero, è stata teorizzata nel 1974 in base allo studio delle stelle vicine. Poi nel 1996 gli astronomi hanno cominciato a sospettare che questo incredibile ammasso cosmico fosse stato protagonista di una esplosione. Solo ora, però, un team guidato da Joss Bland-Hawthorn, professore presso l’Università di Sydney, in collaborazione con Ralph Sutherland dal Monte Stromlo e Phil Maloney dell’Università del Colorado, è riuscita a stabilire quando il fenomeno è avvenuto. L’esplosione risalirebbe ormai a 2mila anni fa. E fu così potente che illuminò le nubi di gas a 200mila anni luce di distanza.

Come si è arrivati a questa importante scoperta scientifica? Nel 1996 gli astronomi hanno osservato il bagliore in una grande nube di gas al di sotto del nucleo galattico chiamato la ‘Corrente di Magellano’. “Nel 2010 Fermi, il satellite della Nasa, ha scoperto due enormi bolle di gas caldo fluttuanti fuori dal centro della galassia - spiega il professor Bland-Hawthorn, autore principale dello studio pubblicato sulla rivista Astrophysical Journal - all’inizio di quest’anno, poi, simulazioni al computer delle bolle hanno suggerito che esse sono state causate da una colossale esplosione da Sagittarius A * nel corso degli ultimi milioni di anni”.

Le prove dei cataclismi del passato accompagnano la consapevolezza che i buchi neri supermassicci possono accendersi o spegnersi in un milione di anni, un tempo relativamente breve se si considera che l’Universo ha 14 miliardi di anni. Oggi il ‘Drago dormiente’ sembra tranquillo. Ma, secondo gli scienziati, potrebbe esserlo per non molto tempo ancora. “Ci sono un sacco di stelle e nubi di gas che potrebbero cadere sul disco caldo attorno al buco nero – afferma Bland-Hawthorn - c’è una nube di gas denominata G2 che gli astronomi di tutto il mondo stanno anticipando cadrà sul buco nero all’inizio del prossimo anno. E’ piccola, ma attendiamo con impazienza i fuochi d’artificio!”.

Nell’attesa, i ‘mostri’ galattici sono un argomento che interessa sempre di più l’opinione pubblica. Meno di un anno fa un’equipe di astronomi del Max Planck Institute for Astronomy di Heidelberg, in Germania, ha scoperto, al centro di NGC 1277, una galassia a spirale della costellazione di Perseo situata a circa 200 milioni di anni luce dalla Via Lattea, un mega-buco nero. Si tratta di un’entità, con una massa pari a 17 miliardi di volte quella del Sole, in grado di coprire il 59 per cento del nucleo stellare centrale della galassia ospite. Di fronte a queste dimensioni, non ci resta che sentirci piccoli uomini.



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