Slidinglife, la start up che aiuta i genitori divorziati

Roma, 1 ago. (askanews) - Una start up per aiutare chi ha intenzione di separarsi, i divorziati ed i genitori divorziati, che ha vinto il premio, conferito dalla International European Business School, come miglior start up in campo legale in Italia. L'idea è nata ed è stata sviluppata da Massimiliano Arena, avvocato con studi e una laurea all'Università Luiss, una esperienza nel volontariato come avvocato di strada da cui è nato anche un libro ("Io, avvocato di strada"). Slidinglife, la start up il cui slogan è Mai più soli nel divorzio, "è l'incontro tra domanda e offerta nel mondo delle separazioni e dei divorzi, dal primo momento, dai primi sintomi che la relazione sta andando male, fino al momento in cui si esce dal tribunale e si ha comunque bisogno di assistenza per se stessi e per i figli", ha spiegato Arena in una video intervista ad Askanews.

"Noi siamo un supporto, nella misura in cui diamo a loro la possibilità di chattare in tempo reale con professionisti tipo avvocati, commercialisti, psicologi e life coach, coloro che resettano e riprogrammano gli orizzonti di vita delle persone che ritengono di essere affette da una malattia. Culturalmente separazione e divorzio sono un fallimento, noi - ha proseguito Arena - cerchiamo di portare un nuovo messaggio: come ogni sconfitta sono solo occasioni di rinascita e di rilancio".

"Uno dei motivi per cui abbiamo vinto questo premio come miglior start up in campo legale in Italia", ha aggiunto, è anche una nuova app che aiuta i genitori divorziati nell'organizzazione e nella cura dei figli. "Una app, che si chiama Parenting, che stiamo testando e che lanceremo a settembre". Si tratta di una applicazione attraverso cui "i genitori separati potranno gestire i turni con i propri figli, le spese straordinarie, il che vuol dire meno spese e meno contenzioso".

La start up, che attualmente conta 4mila utenti e 170 liberi professionisti, sta crescendo con un tasso di mille utenti al mese e 25 professionisti, e dopo aver attraversato una prima fase, con pochi fondi messi a disposizione da amici parenti e "folli", è cresciuta grazie ad un aumento di capitale a fine 2018 da 300mila euro: con questa nuova iniezione di liquidità abbiamo allargato il team. Da noi lavorano ragazzi e ragazze di trentanni con contratti a tempo indeterminato. Una grandissima sfida vinta anche perché la nostra sede è al sud, in Puglia dove la disoccupazione giovanile è allarmante".

Dall'esperienza di avvocato di strada, che continua a gestire a Foggia ("lo sportello ha 15 anni di vita. Io sono il responsabile e ci sono 20 colleghi e colleghe") e che, in questo periodo riceve molte richieste di aiuto ("c'è tantissimo caporalato e tanto sfruttamento e noi, insieme ad altre ong giriamo nelle campagne per dare assistenza medica e legale alle persone che hanno il coraggio di denunciare casi di sfruttamento") ha imparato ad affrontare e risolvere i problemi. Tanto da essere convinto che "il problem solving dovrebbe diventare uno sport olimpico. Mi esercito a dare del tu alla paura. La paura - ha concluso Arena - non si può eliminare ma ci si può giocare. Il problem solving è diventata una esperienza di vita ed il problem solving è qualcosa con cui le persone che vivono per strada si interfacciano quotidianamente".