Slovacchia, elezioni politiche probabilmente a febbraio

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Roma, 29 lug. (askanews) - Le prossime elezioni legislative, di rinnovo del parlamento, si svolgeranno in Slovacchia con ogni probabilità il 29 febbraio 2020. Lo ha annunciato Andrej Danko, attuale presidente del Narodna rada (Consiglio nazionale), il parlamento slovacco.

Danko, il quale è anche presidente del Partito nazionale slovacco (Sns) ne ha parlato nel corso di una intervista alla agenzia stampa Tasr.

L'attuale coalizione di governo slovacca - guidata dal socialdemocratico Petr Pellegrini e formata in maniera atipica dai socialdemocratici di Smer-socialni demokracie (Smer-SD), dal Partito nazionale slovacco (Sns, schieramento populista di destra) e da Most-Hid (espressione quest'ultimo della minoranza ungherese in Slovacchia) - è previsto che scada sei mesi prima del voto, quindi fra qualche settimana.

A questo proposito Danko ha ammesso l'esistenza nella coalizione di una serie di disaccordi, destinati ad aggraversi con l'avvicinarsi del voto, ma ha espresso l'auspicio che l'accordo fra le tre forze possa durare sino alla scadenza della legislatura, in vista in primo luogo della approvazione della legge di bilancio 2020.

Egli non ha comunque nascosto la fragilità di un equilibrio che si basa una maggioranza di 76 deputati su 150, così ripartiti: 48 Smer, 15 Sns e 13 Most.

Si tratta d'altra parte della medesima alleanza che è riuscita a rimanere in piedi nel 2018, nonostante le imponenti manifestazioni seguite all'assassinio del giornalista di inchiesta Jan Kuciak e della sua fidanzata Martina, con migliaia di cittadini scesi in piazza a protestare contro il clima di corruzione dilagante nel paese. Una ondata di malcontento costata il posto all'allora premier Robert Fico (Smer-Sd), il quale un mese dopo l'omicidio di Kuciak, fu costretto a lasciare il posto a Pellegrini.

E' indubbio comunque che la voglia di rinnovamento politico, espressa in Slovacchia dalle proteste dello scorso anno, potrebbe condizionare anche il voto di rinnovo del parlamento del prossimo anno.

Tra l'altro, è stata proprio questa nuova aria di cambiamento, secondo tutti gli osservatori, a far trionfare quest'anno alle presidenziali slovacche Zuzana Caputova, l'attivista per i diritti civili, ambientalista e convinta europeista, quasi sconosciuta un anno prima del voto e diventata prima donna capo dello stato di questo Paese.

Una energia nuova che ha spinto l'ex capo dello stato, il popolarissimo Andrej Kiska - dopo aver appoggiato la Caputova durante la campagna elettorale presidenziale e il giorno dopo averle lasciato il posto al Castello di Bratislava - ad annunciare la formazione di un nuovo movimento, Za ludi (Per la gente).

Queste le sue parole di presentazione di Za ludi: "Il nostro Paese, come ha dimostrato anche l'elezione di Zuzata Caputova, vuole un cambiamento. Per questo ho deciso di fondare una forza politica che metta insieme persone perbene e disposte a dare una mano per rinnovare il nostro paese in meglio. Ora dobbiamo vincere le prossime elezioni di rinnovo del Parlamento del 2020". Tutto questo con il pieno appoggio della Caputova, considerata da molti osservatori il volto nuovo non solo della Slovacchia ma di tutto il Gruppo di Visegrad.