Smaila minimizza sul coronavirus: "Da piccolo presi l'asiatica ma i miei continuarono a lavorare"

(Photo: Johnny Nunez via Getty Images)

“Da bambino presi l’asiatica, rimasi a letto un mese come quasi tutta la mia classe”. Umberto Smaila ha voluto dire la sua sulla psicosi da coronavirus degli ultimi giorni, ricordando il periodo dell’influenza asiatica, che dal 1957 fino all’inizio degli anni ’60 vide la morte di circa due milioni di persone, a livello globale. “Ci furono molte vittime, l’epidemia divenne famosa”, ha scritto in un tweet.

Ma, nonostante ciò, la sua famiglia continuò a fare la vita di tutti i giorni: “Mio padre continuò ad andare in officina e mia madre ad insegnare”. Per questo motivo, “quelli come me, che vissero quell’esperienza, si pongono qualche domanda!”.

 

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