Smartworking per 25 anni? Ecco come potremmo diventare

Susan, una rappresentazione computerizzata

La rappresentazione computerizzata di Susan ci mostra come l'uomo potrebbe ridursi dopo 25 anni di smartworking. Lo studio americano è stato promosso dalla società DirectApply e condotto da un team di ricercatori che ha analizzato gli effetti del lavoro da casa sul nostro corpo.

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Susan, dopo 25 anni di lavoro da remoto davanti allo schermo di un computer ha gli occhi rossi, la gobba, problemi di obesità e di calvizie. Ma anche spaccature sulla mano perché non finisce mai di digitare sulla tastiera e pelle pallida e opaca per la mancata esposizione al sole. Per non parlare dello stress, risultato della riduzione dei contatti con il mondo esterno e della perdita di relazioni umane.

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"Attenzione - ammonisce il gruppo di studiosi - mentre il pendolarismo da letto a scrivania può consentire più tempo libero e indipendenza, le ripercussioni fisiche per la tua mente e il tuo corpo ne varranno la pena in futuro?”.

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Eppure gli utenti social non appaiono preoccupati dalla proiezione dello smartworker del futuro, anzi elencano tutti i miglioramenti di cui hanno beneficiato da quando lavorano da casa: "Ho perso 5kg perché mangio meno e meglio. Ho tempo di fare sport perché non perdo vita in treno", si legge su un profilo.

"Lo smart working riduce l'inquinamento nelle città, da’ la possibilità ai lavoratori di avere più tempo libero, elimina il problema del mobbing, aumenta la produttività, è utilizzato da anni in altre nazioni europee" scrive un altro utente.

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