Smog fuori controllo, Nuova Delhi soffoca

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Emergenza smog a Nuova Delhi, dove lo smog è oltre tre volte i livelli di rischio, cosa che accade da ormai una settimana, nonostante le misure adottate dalle autorità locali per contenere le polveri sottili. Ieri alcuni voli sono stati ritardati o dirottati in altri aeroporti dopo che i piloti hanno segnalato a Nuova Delhi la scarsa visibilità a causa dello smog. I cui livelli restano altissimi anche oggi, i più alti degli ultimi tre anni.  

Il dipartimento meteorologico indiano ha reso noto che il freddo degli ultimi giorni ha provocato un aumento delle polveri sottili, la cui riduzione non è al momento possibile prevedere nonostante l'aumento previsto delle temperature.  

A Nuova Delhi è stata dichiarata l'emergenza sanitaria, in base alla quale sono stati bloccati temporaneamente alcuni lavori pubblici e sono stati istituiti nuovi limiti al traffico automobilistico, con una riduzione dei permessi per circolare. Chiuse le scuole, mentre il governo locale della capitale ha dispiegato 300 team in tutta la città nelle aree vicine per verificare il mantenimento delle disposizioni. Gli incendi in alcune aree rurali hanno ulteriormente aggravato la situazione. 

I giudici della Corte suprema hanno accusato le autorità del governo statale di "scaricare le loro responsabilità" in materia, denunciando di aver messo in campo solo "espedienti" per combattere l'inquinamento, piuttosto che misure concrete. "Ogni anno Delhi soffoca - ha attaccato il giudice della massima corte, Arun Misha - e non siamo in grado di fare niente. La macchina dello stato non sta agendo, si scaricano la responsabilità l'uno sull'altro. Sono tutti interessati a espedienti e alle elezioni". "Questo tipo di inquinamento non può esistere in un Paese civile", ha tuonato ancora il giudice Arun Mishra. Che poi, rivolto ai funzionari del governo che elencavano le misure finora prese, ha contestato: "Queste non sono soluzioni, diteci quali sono le soluzioni. Vogliamo una soluzione immediata, diteci quello che si può fare. Stiamo tutti perdendo una parte delle nostre vite, questo è un fatto scientifico".