Smog, M5S sul blog: stanchi di contare i morti

Pol/Gal

Roma, 21 gen. (askanews) - "Lo smog uccide. Lo dicono i numeri dell'Organizzazione Mondiale della Sanità: 90mila morti premature l'anno in Italia per patologie legate all'inquinamento atmosferico, più di 400mila in Europa . Lo confermano decine di studi internazionali, ciascuno dei quali aggiunge nuovi rischi alle conseguenze già note sulle vie respiratorie e sulla circolazione del sangue. Una delle ultime, ad esempio, parla di un legame tra emissioni e Dna: a quanto pare l'esposizione alle emissioni dei veicoli diesel attiva alcuni geni e ne "spegne" altri, generando conseguenze rischiose per la salute. La maggior parte del nostro Paese è chiuso nella sua morsa: i superamenti delle soglie limite di polveri sottili e ultrasottili riguardano quasi tutte le medie e grandi città italiane". Lo scrive il M5s sul blog.

"Parlare di 'emergenza', davanti a un numero di decessi così elevato, non è inappropriato, ma è difficile usare questo termine davanti a quella che ormai è una costante, così come è ciclica ormai l'attenzione dei media, che sembra andar via con le prime piogge insieme alle polveri inquinanti. Purtroppo, però, non vanno via con quelle polveri le malattie, i decessi. Abbiamo la responsabilità di lavorare sempre di più affinché la prevenzione diventa il faro e la soluzione - scrivono i pentastellati -. Per affrontare correttamente il problema dobbiamo prendere atto che la cosiddetta emergenza smog è un dato cronico e purtroppo consolidato delle città, dovuto al traffico veicolare, agli impianti di riscaldamento e alle attività industriali".

"Solo partendo da questa consapevolezza si può agire per affrontare correttamente e strutturalmente il problema. C'è bisogno di azioni forti, in grado di non farsi ingabbiare nelle valutazioni di una presunta realpolitik che poi a ben vedere alla realtà non guardano affatto! Dobbiamo adottare misure straordinarie per fronteggiare un fenomeno di portata straordinaria. C'è da riflettere sui nostri stili di vita e di consumo, da come ci riscaldiamo e raffreschiamo a come ci muoviamo, c'è da puntare sulla restituzione di suolo alla natura, altro che nuovo cemento! C'è da ridurre la quantità di rifiuti in circolazione nella consapevolezza che l'unico rifiuto buono è quello che non si produce! C'è da concentrare energie e risorse sulla riconversione ecologica e sulla creazione di posti lavoro nel settore della sostenibilità ambientale, sul quale stiamo spingendo anche in Europa, con i primi segnali positivi che abbiamo visto nei giorni scorsi: 1000 miliardi in dieci anni per il Green New Deal e 7,5 miliardi tra il 2021 e il 2027 per ridurre le emissioni inquinanti dell'industria salvaguardando i posti di lavoro".(Segue)