SNAI – David di Donatello: miglior film e miglior regia “Il traditore” di Bellocchio può fare il pieno

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Il pronostico sulla 65ª edizione del Festival, spostata all'8 maggio per l'emergenza sanitaria, converge sulla pellicola dedicata alla vicenda di Buscetta. Chance anche a “Il primo re”, la fondazione di Roma raccontata da Matteo Rovere. La strada verso la statuetta è più difficile per “Pinocchio”, “Martin Eden” e “La paranza dei bambini”. 

Milano, 18 marzo 2020 Dopo aver fatto il pieno di riconoscimenti nel 2019, a parte una discussa “bocciatura” al Festival di Cannes, “Il traditore” di Marco Bellocchio è il candidato numero uno alla statuettadel David di Donatello, secondo la valutazione degli analisti SNAI. La cerimonia di assegnazione della 65ª edizione del Festival, inizialmente prevista per il 3 aprile, è stata spostata, per decisione degli organizzatori e della Rai, a venerdì 8 maggio, «nel comune intento – ha spiegato una nota ufficiale di mantenere la celebrazione del nostro cinema, senza perdere di vista l’evoluzione dell’emergenza sanitaria». Il trionfo de“Il traditore”, che racconta la vicenda del mafioso e poi collaboratore di giustizia Tommaso Buscetta, interpretato da Pierfrancesco Favino, è dato su SNAI a 1,40. L'alternativa più credibile, data a 3,00, è rappresentata dal film “Il primo re”, diretto da Matteo Rovere, un affresco crudo e suggestivo sul mito della fondazione di Roma. Residue chance sono date al “Pinocchio” di Matteo Garrone (con Roberto Benigni nei panni di Geppetto), collocato a 5,00 nella betting list. Più difficile, a quota 12, il cammino per “Martin Eden” di Pietro Marcello, tratto dall'omonimo capolavoro di Jack London, e per “La paranza dei bambini”, di Claudio Giovannesi, adattamento del romanzo scritto da Roberto Saviano. Il pronostico per la miglior regia rispecchia in buona parte quello per il miglior film. Bellocchio è favoritissimo a 1,40, Rovere segue a 3,50. Sul terzo gradino, appaiati a 6,50, sono Giovannesi e Garrone; chance al lumicino per Pietro Marcello. Quanto al premio di miglior regista esordiente, avanti a tutti c'è Igort, a 1,65, che ha diretto “5 è il numero perfetto”. A ridosso, a 2,20, arriva Phaim Bhuiyan, che con il suo “Bangla” (racconto largamente autobiografico sulla vita di un ragazzo romano bengalese di Torpignattara) ha rappresentato un piccolo caso cinematografico. Chiudono, a 8,00, Leonardo D'Agostini (“Il campione”), Marco D'Amore (“L'immortale”) e Carlo Sironi (“Sole”). 

 

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