Immune. I renziani salvano Salvini dal processo Open Arms (per ora)

SAlvini (Photo: ANSA)

La Giunta per le immunità del Senato ha votato contro il processo a Matteo Salvini per il caso Open Arms. Tre senatori di Italia Viva non hanno parteciperato al voto, che si è concluso con un 13 a 7 per l’immunità dell’ex ministro dell’Interno. Come anticipato ieri da Huffpost, anche Alessandra Riccardi dei 5 stelle ha votato in dissenso dal gruppo parlamentare contro la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini, risultando determinante per l’esito della votazione.

I 13 voti favorevoli alla relazione del presidente della Giunta, Maurizio Gasparri, sono oltre ai 5 della Lega, i 4 di Forza Italia, uno di Fratelli d’Italia e uno delle Autonomie, anche quello del senatore ex M5s Mario Michele Giarrusso e quello, come detto, della senatrice M5S Alessandra Riccardi.

L’ultima parola spetta ora all’Aula del Senato. “La Giunta del Senato ha votato stabilendo che ho fatto il mio dovere, ha agito per interesse pubblico e non privato” afferma Matteo Salvini leader della Lega in diretta facebook.

La spiegazione di Italia Viva sul voto è affidata al capogruppo in Giunta Francesco Bonifazi, il quale spiega che non c’è stata un’istruttoria seria e scocca una freccia verso Giuseppe Conte quando parla di “avallo governativo”, dell’allora esecutivo gialloverde, sul caso Open Arms. “Italia Viva  -spiega in una nota Bonifazi- ha deciso di non partecipare al voto sulla vicenda Open Arms: ci rimettiamo dunque all’aula. Non c’è stata a nostro parere un’istruttoria seria, così come avevamo richiesto sia in questo caso che nella precedente vicenda Gregoretti : era necessario ricevere indicazioni sui rischi reali  di terrorismo e sullo stato di salute riguardo alle imbarcazioni bloccate in mare dall’ex ministro dell’Interno, che non sono arrivate. La motivazione principale per cui Italia Viva decide di non partecipare al voto risiede però nel fatto che, dal complesso della documentazione prodotta, non sembrerebbe emergere l’esclusiva riferibilità all’ex Ministro dell’Interno dei fatti contestati. Diversamente, pare che le determinazioni assunte da quest’ultimo abbiano sempre incontrato, direttamente o indirettamente, l’avallo governativo. Numerosi sono dunque i dubbi che ancora oggi residuano in riferimento al caso Open Arms. Sarebbe stato opportuno che tali incertezze venissero chiarite mediante un’attività istruttoria ulteriore. Dunque, allo stato dell’arte, Italia Viva, coerentemente con le posizioni tenute nelle precedenti votazioni, ed in mancanza degli elementi istruttori richiesti, decide di non partecipare al voto”.

È “come il caso Diciotti, fu azione di Governo” spiega Alessandra Riccardi, senatrice M5S. “Se M5S mi espellesse me ne assumerei la responsabilità. Ho seguito la mia coscienza, seconda la mia corretta applicazione della legge”. 

“Ho votato contro l’autorizzazione a procedere, coerentemente con la linea M5s che avevano votato attivisti su Rousseau” ha spiegato Mario Giarrusso, senatore ex pentastellato del Gruppo Misto.

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