Social Innovation Campus: il virus non ferma la forza di cambiare

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Social Innovation Campus: il virus non ferma la forza di cambiare
Social Innovation Campus: il virus non ferma la forza di cambiare

Milano, 8 feb. (askanews) – Economia circolare, innovazione, prospettive di crescita e cambiamento disegnate dall’impegno delle nuove generazioni: sono i tre filoni di tematici emersi nel corso del Social Innovation Campus edizione 2021, promosso da Fondazione Triulza a MIND, l’area di milanese dove sta sorgendo il distretto dell’innovazione.

Edizione inevitabilmente segnata da un anno di pandemia e -dal punto divista logistico- dal distanziamento sociale. Ma l’energia e l’impegno di tutti i protagonisti che animano il Campus, dagli organizzatori ai ragazzi che partecipano agli incontri, hanno trasformato un condizionamento potenzialmente penalizzante in un vantaggio di valore. E’ la forza della resilienza; che emerge netta dal bilancio della due giorni di attività.

“Quest’anno il campus si è svolto in edizione digitale: abbiamo forse perso un po’ del calore umano dello scorso anno, ma abbiamo triplicato le presenze, quindi abbiamo guadagnato in partecipazione – dice Chiara Pennasi, direttore di Fondazione Triulza – Sono state oltre 6 mila le persone che hanno partecipato al Campus: 3.000 studenti che hanno dato vita a 50 laboratori, all’hackathon; e altrettante persone provenienti dal mondo dell’impresa, della finanza, dell’università, e ovviamente nel terzo settore e della cooperazione che hanno seguito 30 workshop con 400 relatori. E tutto questo lo abbiamo fatto non da soli, ma insieme a 50 organizzazioni provenienti da mondi molto diversi. Un altro vantaggio è stato quello di potersi collegare con diverse piazze d’Italia, così come poter effettuare diversi collegamenti internazionali: in Europa, negli Stati Uniti, nell’America latina, in Asia, in Africa”.

L’importanza di aver vista confermata – e nei numeri anche rilanciata – la partecipazione di giovani e giovanissimi ai lavori del Campus è stata sottolineata anche da Elena Bottinelli, amministratore delegato IRCCS Ospedale San Raffaele e IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi, partner del programma culturale del Campus. “Quest’anno è stato un incontro virtuale, ma credo che abbia ancora più valore se pensiamo all’anno che abbiamo vissuto e se pensiamo alle opportunità di questo confronto sull’innovazione e sul sociale – afferma Bottinelli – Il Campus è realmente un momento di rinascita e confronto fra generazioni e fra esperienze diverse. E una grandissima opportunità, e per questo l’ospedale Galeazzi vuole esserci; e porta a casa sicuramente qualcosa insieme a tutte le componenti che contribuiscono all’evento, dai ricercatori a tutte le persone, compreso me che sono un amministratore delegato”.

Tra i momenti centrali del Campus c’è il confronto tra rappresentanti del mondo produttivo e giovani, confronto che ha consentito l’emergere di posizioni comuni sui valori sottesi alle dinamiche economiche di ripresa e sviluppo.

Come in questo scambio tra uno studente della Bocconi e il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini. “In questo periodo si parla molto di fondi che vengono e verranno investiti per la ripresa – dice Davide Drago, studente della Bocconi – Vorrei chiedere quanto è importante sfruttare questo momento di investimento per digitalizzare e rinnovare tutti i settori dell’economia italiana”.

“La digitalizzazione non è qualcosa che riguarda solamente i processi produttivi – risponde il presidente di Confcooperative – La digitalizzazione riguarda ogni capitolo della nostra vita, un vero salto culturale. E questo passaggio culturale è un processo che deve riguardare tutti indistintamente: le piccole imprese e le grandi imprese. Vorrei dire che è un processo di consolidamento della democrazia economica. Ripeto: avere accesso alla digitalizzazione è un processo di consolidamento della democrazia economica e della partecipazione”.

Gli interventi degli studenti restituiscono anche la misura di quanto sia profondo l’impegno di giovani e giovanissimi ad agire concretamente nella costruzione di città e comunità più sostenibili e eque.

Impegno che i partner del progetto non hanno mancato di riconoscere e sottolineare. “La partecipazione di Altroconsumo al Social Innovation Campus di Fondazione Triulza è stata per noi sicuramente un’opportunità per far conoscere s il nostro lavoro a un pubblico più giovane, un’opportunità per divulgare quelle che sono le nostre conoscenze sviluppate in oltre 40 anni di test indipendenti e renderle quindi accessibili ad un pubblico più vasto – interviene Luisa Crisigiovanni, segretario generale di Altroconsumo – Ma è stata anche l’occasione per sì che si capisca come sia importante che insieme al ruolo delle organizzazioni di consumatori, come la nostra, sia fondamentale il comportamento individuale per raggiungere l’obiettivo della sostenibilità”.

I lavori si sono conclusi con la premiazione dei contest e degli hackaton sviluppati nel corso dell’intera edizione 2021 del Social Innovation Campus.

( luca.ferraiuolo@askanews.it )