Societ edili ex gruppo Aiello, dossier Fillea-Cgil... -2-

Red/Nes

Roma, 10 giu. (askanews) - La Fillea aveva proposto la costituzione di una cooperativa degli edili, per prendere in affitto il ramo d'azienda. Il 30 marzo 2016 la cooperativa viene costituita. Ma a giugno viene avviata la procedura di licenziamento e ad agosto i lavoratori vengono licenziati. "Ci siamo rivolti alla commissione antimafia per aprire una discussione sul tema dei sequestri e delle confische, sul quale la Regione siciliana non ha mai legiferato. Non esiste un albo delle aziende, la Regione su questo tema non ci risulta sia mai intervenuta. Il Comune di Palermo detiene pi di 100 immobili sequestrati e confiscati alla mafia e vorremo conoscere quale sar la loro destinazione sociale, come prevede il codice antimafia. Anche su questo, chiederemo una verifica - aggiunge Ceraulo - Cos come chiederemo un incontro con il nuovo prefetto per la costituzione di un tavolo permanente per monitorare lo stato delle aziende sequestrate e confiscate. In una situazione simile ad Ati Group si trovano le cave della provincia di Palermo. La quasi totalit dell'attivit di escavazione sotto sequestro o confisca. Nel giro di un anno le confische diventeranno definitive. Cosa accadr dopo per i circa 220 lavoratori impegnati nelle aziende del settore? Esprimiamo tutta la nostra preoccupazione, perch la vicenda del gruppo Aiello non ci rassicura. E come le cave, ci sono anche tante altre aziende che rischiano di ritrovarsi con le porte chiuse". Queste alcune delle domande rivolte in sede di commissione antimafia durante le due audizioni che hanno riguardato il settore delle costruzioni, con la Fillea, e altri casi di aziende regionali confiscate del settore del commercio e dei trasporti, con il coordinamento della Cgil Sicilia. "Tra il 2015 e il 2016, quando il sindacato aveva proposto formalmente il percorso della costituzione della cooperativa e abbiamo chiesto la documentazione sullo stato di salute delle tre aziende edili del gruppo e sulle commesse, l'Anbsc all'inizio aveva dato parere favorevole. Ma in seguito non sono state pi ravvisate le condizioni per avviare la fase di start up e per cedere i mezzi ai lavoratori - aggiunge Ceraulo - Oggi, tra le persone licenziate, alcune sono gi decedute senza poter ricevere le somme che attendevano. A questo proposito, la Fillea aveva chiesto all'Agenzia un percorso alternativo alla vendita dei beni aziendali, ovvero l'utilizzo del Fug, il fondo unico per la giustizia, per anticipare quanto dovuto ai lavoratori. Ma anche questa strada non stata percorsa".