Società liquida, il concetto del filosofo Bauman

Zygmunt Bauman - (Photo by Marco Destefanis/Pacific Press/LightRocket via Getty Images)
Zygmunt Bauman – (Photo by Marco Destefanis/Pacific Press/LightRocket via Getty Images)

Zygmund Bauman è morto il 9 gennaio a Leeds, all’età di 91 anni. L’eredità che lascia il sociologo e filosofo polacco è una pietra miliare del pensiero post-moderno. Il suo concetto di società e modernità “liquida” è la base su cui si sono sviluppate molte altre considerazioni legate ai rapporti sociali e incerti di un’epoca dominata dal contatto fugace, sempre più simile alle dinamiche social più che sociali.

Cos’è la società liquida? Il tessuto della società contemporanea, sociale e politico, è “liquido”, cioè sfuggente a ogni categorizzazione e quindi inafferrabile. La causa principale è la globalizzazione, ma la colpa è anche delle dinamiche consumistiche, del crollo delle ideologie che nella postmodernità hanno causato uno spaesamento dell’individuo e quindi la sua esposizione brutale alle spinte, ai cambiamenti, alle violenze della società contemporanea dell’incertezza, che spesso portano a omologazioni collettive immediate e alle volte inspiegabili per scacciare la “solitudine del cittadino globale”, o almeno provare ad esorcizzarla. Il suo pensiero è spiegato in testi come Amore liquido (2003) e Vita liquida (2005).

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Altro tema al centro del pensiero del filosofo polacco è il rapporto con “l’altro”, quindi anche con lo straniero. Durante le recenti ondate migratorie che hanno agitato i confini dell’Europa, Bauman, è sempre stato in prima fila per promuovere l’accoglienza dei profughi e dei migranti in fuga dai loro paesi. Fortemente contrario all’Europa dei muri e del razzismo, parlava di un “demone della paura” sempre più ingombrante. “Questi migranti, non per scelta ma per atroce destino, ci ricordano quanto vulnerabili siano le nostre vite e il nostro benessere”, sosteneva il filosofo. “Purtroppo è nell’istinto umano addossare la colpa alle vittime delle sventure del mondo. E così, anche se siamo assolutamente impotenti a imbrigliare queste estreme dinamiche della globalizzazione, ci riduciamo a scaricare la nostra rabbia su quelli che arrivano, per alleviare la nostra umiliante incapacità di resistere alla precarietà della nostra società”. La società liquida, quella che lui ha raccontato per tutta la vita.

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