Sogliano al Verona: "Avevo preso Belotti e Gomez"

Sean Sogliano, attuale Direttore sportivo del Bari, e il Verona, non si sono lasciati bene nel 2015. Ed è fresca una nuova accusa rivolta al dirigente dal presidente gialloblù, Maurizio Setti, attraverso le pagine del 'Corriere di Verona'.

"Sean Sogliano è il direttore sportivo con cui ho avuto l’intesa più immediata, - ha dichiarato il presidente degli scaligeri - gli voglio bene, ma è pure uno che spende tanto, prende giocatori che dopo servono a poco".

Parole forti, le sue, cui Sogliano ha voluto rispondere attraverso una lunga lettera in cui non mancano rivelazioni inedite e retroscena di calciomercato.

"A Verona ho vissuto tre anni della mia vita professionale, tre anni molto intensi, - ha premesso il D.s. - molto dispendiosi a livello fisico e mentale; tre anni (non uno e mezzo, come sostiene qualcuno...) ricchi di grandi soddisfazioni, non solo sul campo e non solo per la conquista di risultati straordinari".

"Non nego che la separazione da Verona e dal Verona sia stata difficile da superare, - ha aggiunto - un 'trauma' che in quel momento mi ha portato a fare scelte azzardate, poi rivelatesi sbagliate... Oggi, ahimè, mi trovo costretto a scrivere alcune riflessioni: lo devo a me stesso, alla mia Professionalità, alla mia Integrità Morale, ma soprattutto a tutte le persone che mi vogliono bene, che lavorano e hanno lavorato con me. Troppe volte il mio nome è stato 'usato' in modo poco rispettoso".

Retroscena Sogliano PS ita

"Ho scelto personalmente due calciatori che sono entrati nella storia dell’Hellas: DANIELE CACIA e LUCA TONI - ha sottolineato il dirigente - che hanno conquistato, grazie al lavoro di tutti, il titolo di capocannoniere nei difficili campionati di Serie B e di Serie A".

"Non si possono poi non ricordare le “PLUSVALENZE” realizzate grazie a calciatori portati a Verona sotto la mia gestione e grazie al lavoro del mio staff con a capo Roberto Gemmi e Fabio Gatti. - ha proseguito Sogliano - DONSAH, ITURBE, SALA, ZAMPANO, IONITA, DE COL, GOLLINI, BELKHEIR: operazioni che hanno permesso al Club di incassare almeno 25 MILIONI di euro".


Quindi la stoccata finale: "Un grande rimpianto, forse l’unico, che ho è il non essere stato ascoltato fino in fondo dalla società (o da qualcuno della società...), in relazione a tre operazioni che erano già state impostate e definite. - ha raccontato - Mi riferisco a 3 calciatori che avrebbero trascinato la squadra ancora più in alto: BELOTTI (allora all’AlbinoLeffe), PAPU GOMEZ (proveniente dall’Ucraina e poi ingaggiato in quella stessa sessione di mercato dall’Atalanta) e BONAVENTURA (per il quale avevamo già un accordo con l’Atalanta, ma sfumato INSPIEGABILMENTE e finito al Milan nelle ultimissime ore di mercato)".

"Operazioni che, a livello economico, erano sostenibili e alla portata del nostro Club, - ha concluso l'ex dirigente gialloblù - ma che avrebbero sicuramente creato ulteriori plusvalenze nel corso del tempo, come poi è stato per le squadre che li hanno ingaggiati".