Soi, glaucoma: il ladro silenzioso della vista

Mpd

Roma, 21 nov. (askanews) - Il glaucoma è un danno al nervo ottico dovuto a un'elevata pressione intraoculare. Si distinguono due forme di malattia: la forma ad angolo aperto, cronica e progressiva, asintomatica, e la forma ad angolo stretto o chiuso, acuta e sintomatica A spiegare come funziona e cosa si può fare, Antonio Rapisarda, oculista in Catania, consigliere SOI, dal 99mo Congresso della Società Oftalmologica Italiana in corso a Roma.

"Il glaucoma primario ad angolo aperto - precisa - è definito come una neurotticopatia cronica e progressiva. È caratterizzata da un danno a carico del nervo ottico e delle fibre nervose retiniche, con conseguente deficit del campo visivo. L'interesse sociale di questa patologia è elevatissimo: il glaucoma è attualmente la seconda causa di cecità nel mondo occidentale, con una prevalenza del 3%. Si tratta inoltre di una malattia multifattoriale, il cui principale fattore di rischio è rappresentato dall'aumento della pressione intraoculare, a cui si associano altri fattori predisponenti come la familiarità, l'età (maggiore di 40 anni), l'appartenenza etnica (le persone di colore risultano essere le più colpite), la miopia, il diabete e le patologie cardiovascolari. La causa principale è una maggiore resistenza al deflusso dell'umore acqueo attraverso il trabecolato, cioè la struttura anatomica dell'occhio deputata allo smaltimento dell'umor acqueo. Per capire di che cosa stiamo parlando, è sufficiente immaginare l'occhio come un guscio semi-rigido pieno di liquido - l'umor acqueo appunto - con un canale d'ingresso ed uno di scarico: se i due sistemi sono equilibrati, allora la pressione intraoculare è normale; se invece l'ingresso è particolarmente abbondante o la fuoriuscita estremamente limitata, si determina un aumento della pressione intraoculare. Proprio perché questo guscio è semirigido, un aumento della pressione è responsabile di sollecitazioni meccaniche a carico della retina e del nervo ottico che - lo ricordiamo - sono parte del sistema nervoso centrale. A causa di queste sollecitazioni, le fibre retiniche e quindi il nervo ottico subiscono una graduale degenerazione, che con l'andare del tempo possono compromettere la visione del soggetto. La differenza sostanziale è che mentre nella forma ad angolo aperto il deflusso dell'umor acqueo avviene attraverso le vie naturali ma in quantità insufficiente, nella forma da chiusura d'angolo la via di deflusso si può interrompere bruscamente. Nella sua forma acuta, drammatica all'esordio, il glaucoma è caratterizzato da fortissimo dolore, nausea vomito e riduzione importante del visus. Questi sintomi molto evidenti segnano la differenza di questa forma rispetto a quella ad angolo aperto, che è invece silente, tanto da essersi guadagnata l'appellativo di "ladra silenziosa della vista".

Occorre sottolineare anche - chiarisce il professore - che la forma ad angolo aperto riguarda oltre il 90% dei casi di glaucoma, ed è quindi largamente più diffusa rispetto a quella ad angolo stretto o chiuso. La presenza di un glaucoma ad angolo aperto quindi, viene avvertita solo quando ormai il danno al nervo ottico è già presente: il paziente nelle fasi iniziali della patologia non avverte nessun sintomo, e quindi si rivolge all'oculista solo quando il danno visivo è già conclamato. Per questo, non bisogna mai stancarsi di ripetere che la migliore arma contro il glaucoma è la prevenzione, da mettere in pratica con una periodica visita oculistica completa che prevede la misurazione del tono oculare e l'osservazione del fondo".