Solar Orbiter: l'Italia che c'è a bordo -2-

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Cape Canaveral, 10 feb. (askanews) - Lo strumento SWA è il risultato di una collaborazione scientifica tra INAF (per la DPU), MSSL (Inghilterra, per EAS), IRAP (Francia, per PAS) e SwRI (Stati Uniti, per HIS); la PI-ship di strumento verso ESA è in capo a MSSL, Co-Principal Investigator italiano è il Dott. Roberto Bruno (Senior Researcher presso INAF/IAPS).

La DPU è stata realizzata da un raggruppamento temporaneo di imprese con mandataria Techno System Developments S.r.l. (TSD) e mandanti SITAEL S.p.A., Leonardo S.p.A. e Planetek S.r.l.

L'altro contributo italiano agli strumenti del Solar Orbiter è lo sviluppo del software per STIX, lo strumento che rileva l'emissione di raggi X dei brillamenti solari. STIX è un telescopio spaziale che è stato sviluppato e costruito presso l'Università di Scienze Applicate della Svizzera nordoccidentale, FHNW. L'attività del gruppo italiano consiste nello sviluppo di algoritmi basati su tecniche di Fourier per la ricostruzione di immagini a raggi X e flusso di elettroni medi a diverse energie di fotoni ed elettroni. Co-investigator italiani sono il Prof. Michele Piana e la Prof.ssa Anna Maria Massone (Dipartimento di Matematica, Università di Genova).

Sempre Thales Alenia Space, per conto di Airbus Defence and Space che ha costruito la sonda, ha realizzato il potente scudo termico con tecnologia "Solar black", composto da 20 strati sottili di titanio ricoperti da una preparazione di Fosfato di calcio, in grado di proteggere gli strumenti dagli oltre 500 gradi a cui è esposto il lato della navicella esposto al Sole, mentre Leonardo ha fornito i due sensori di assetto stellare che permettono alla sonda di orientarsi nello Spazio.