Soldatessa partorisce al fronte

Una soldatessa britannica ha dato alla luce un figlio in Afghanistan . E’ successo nella base militare di Camp Bastion (dove per ora si trova anche il principe Harry). Il bambino è nato prematuro di cinque settimane, e la donna non sapeva di essere incinta quando è partita per il fronte.

Ha scoperto il suo stato poco prima di partorire. “Non è prassi mandare in zone di guerra donne in gravidanza” hanno spiegato al Guardian fonti del Ministero della Difesa.  La soldatessa, di cui non è stato diffuso il nome, era arruolata da marzo nell'artiglieria reale nella 17esima Mechanised Brigade.

Ora la donna tornerà a casa insieme al figlio, appena saranno entrambi in condizione di viaggiare. Il loro stato di salute è stato giudicato stabile dai medici, ha detto un portavoce del ministero della difesa britannico. Ovviamente, gli ospedali militari non sono attrezzati per una procedura di parto e di cura di un neonato, così è partita un'equipe di pediatri dal Radcliff Hospital di Oxford.

Yahoo! Notizie - Un'altra nascita insolita

Nablus, bambino nato in provetta con sperma del padre in carcereNablus, (TMNews) - Muhannad è nato in un ospedale di Nablus con parto cesareo, ma è il suo concepimento ad avere dell'incredibile e una forte valenza politica. Il piccolo infatti è frutto dell'inseminazione artificiale, ma la particolarità è che il padre, che si dichiara prigioniero politico, si trova in un carcere israeliano dove deve scontare l'ergastolo. L'uomo ha fatto uscire illegalmente dalla prigione una provetta contenente il suo sperma, che è stato sottoposto a un processo di separazione tra i sessi per garantire alla coppia palestinese di avere un maschio. "L'idea è venuta a mio marito. Voleva un figlio e ha trovato un modo per farlo nascere" racconta Dallal Ziben che da lui ha avuto due figlie femmine prima che venisse incarcerato. "Muhannad è il primo caso che abbiamo avuto qui. Si tratta di un caso speciale perché il padre è un prigioniero politico." racconta il medico responsabile della clinica della fertilità Razan che conferma di aver ricevuto lo sperma in modo affidabile e clinicamente sicuro. La comunità di Nablus si è schierata a favore di questa insolita ed eticamente dubbia procedura sostenendo che avere un bambino è un diritto umano universale e inalienabile. (immagini AFP)

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