Solitudine in aumento col lock down, colpiti soprattutto anziani

Red-Kat

Roma, 23 lug. (askanews) - La solitudine il "male" del XXI secolo, che si conferma un problema diffuso in Italia, in aumento durante i mesi di lockdown e che colpisce particolarmente le persone anziane (60% degli intervistati). A tracciare il quadro la ricerca Ipsos, Comieco e Symbola presentata al Seminario estivo 2020 della fondazione presieduta da Ermete Realacci, dal titolo "Gli italiani e il senso civico. Focus solitudine"

Secondo i dati della ricerca affidata all'istituto di Nando Pagnoncelli, salita di 5 punti percentuali (dal 78 all'83%) la quota di coloro che ritengono la solitudine un problema molto o abbastanza grave, e di 4 (dal 44 al 48%) quella di chi dichiara di sentirsi solo almeno sporadicamente.

Sono soprattutto gli abitanti delle cittadine di piccola-media dimensione ad avvertire il problema, in generale e in prima persona. invece evidente un gap generazionale nella sua percezione: se gli over-50 tendono a prendere atto pi frequentemente del problema a livello sociale sono invece gli under-50 a riconoscere pi spesso di soffrirne in prima persona.

E se gli anziani restano la categoria percepita pi a rischio solitudine, nonch quella su cui gli effetti dell'isolamento nei mesi di lockdown sono stati i pi pesanti, la sensazione di solitudine non la pi ricorrente, in relazione al lockdown: preoccupazione e ansia, nervosismo, tristezza e depressione erano in forte aumento a marzo e lo sono in parte tutt'ora, mentre il senso di solitudine di fatto rientrato su livelli pre-crisi.

La ricerca, effettuata su un campione di popolazione rappresentativo di tutte le fasce di et e in tutte le aree geografiche, con 502 interviste complete dal 20 al 28 maggio scorso, evidenzia come preoccupazione e ansia per il futuro siano in aumento anche dopo la fase di lock down, con il 33 per cento che sostiene che gli capiti pi spesso di prima di sentirsi ansioso, e la met del campione (49%) che sostiene di sentirsi solo quanto prima della crisi Covid-19.

Paradossalmente, l'isolamento ci ha connesso di pi agli affetti pi stretti: per quasi 4 italiani su 10 il contatto con amici e parenti si intensificato durante la Fase 1 dell'emergenza grazie ai canali digitali, mentre meno di un intervistato su 4 dichiara di aver visto una riduzione. Le tecnologie digitali sono infatti considerate utili a rimanere "connessi" da un'amplissima maggioranza di italiani.

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