Solo nel Lazio ci sono 50 mila maiali minacciati dalla peste suina

Antonella Di Girolamo / Agf

AGI - "Sono quasi cinquantamila i maiali allevati nel Lazio a rischio per la peste suina africana che è spesso letale per questi animali, ma non è, invece, trasmissibile agli esseri umani e nessun problema riguarda la carne". È quanto emerge dall'analisi della Coldiretti dopo il caso di peste suina individuato nella riserva naturale dell'Insugherata nel comune di Roma, il primo fuori dalle regioni Liguria e in Piemonte dove nella zona infetta sono stati fino ad ora individuati 113 casi dal primo contagio del 27 dicembre 2021.

"Una emergenza nazionale con l'adozione nelle zone interessate - sottolinea Coldiretti - sono state adottate misure di biosicurezza con abbattimenti cautelativi di maiali, contenimento e monitoraggio dei cinghiali presenti, vincoli al trasporto di animali, limitazione alle attività nei boschi e vincoli alle esportazioni che da gennaio 2022 ha portato alla perdita di circa 20 milioni di euro al mese di export di salumi. A preoccupare è il fatto - osserva l'organizzazione degli imprenditori agricoli - che solo a Roma e provincia si stima la presenza di 20 mila cinghiali che rappresentano un veicolo pericoloso di trasmissione della malattia ed è pertanto importante l'avvenuta attivazione del monitoraggio nella zona interessata".

Una proliferazione che riguarda "in realtà tutta la Penisola" dove sono presenti secondo Coldiretti 2,3 milioni di esemplari che "rappresentano un pericolo per la sicurezza dei cittadini e per le attività agricole". "Serve responsabilità delle istituzioni per un intervento immediato di contenimento della popolazione dei cinghiali", chiede il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare "la necessità della loro riduzione numerica attraverso le attività venatorie, le azioni di controllo della legge 157/92 con l'articolo 19 e le azioni programmabili nella rete delle aree protette".

"Siamo infatti costretti ad affrontare una grave emergenza sanitaria perché - precisa ancora Prandini - è mancata l'azione di prevenzione come abbiamo ripetutamente denunciato in piazza e nelle sedi istituzionali. Con il caso di Roma dopo quelli individuati in Piemonte ed in Liguria c'è il rischio concreto che l'emergenza si allarghi ad altre regioni, dall'Umbria alla Lombardia, dall'Emilia al Veneto dove si concentrano i prodotti di pregio della norcineria nazionale che - conclude - è un settore di punta dell'agroalimentare made in Italy grazie al lavoro di circa centomila persone tra allevamento, trasformazione, trasporto e distribuzione con un fatturato che vale 20 miliardi, buona parte del quale realizzato proprio sui mercati esteri".

Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa è stato delegato dal Ministro Roberto Speranza alla trattazione e alla gestione dell'emergenza della Peste Suina africana, con l'obiettivo di porre in essere e monitorare la realizzazione di attività di contenimento ed eradicazione della Peste suina africana nei cinghiali e di promuovere azioni di prevenzione della sua diffusione nei suini di allevamento. Il Sottosegretario Costa, sarà, insieme al Commissario Straordinario Angelo Ferrari, in costante raccordo con il Segretariato generale e le Direzioni generali del Ministero della Salute interessate, con il supporto tecnico e amministrativo della Direzione generale della sanita' animale e dei farmaci veterinari.

"Ringrazio il ministro Speranza per la fiducia dimostrata nell'affidarmi la trattazione di una tematica così delicata e decisiva per il comparto suinicolo non solo dal punto di vista sanitario ma anche economico. Con il commissario straordinario siamo già al lavoro per attuare azioni e misure opportune ed efficaci per contenere la diffusione del virus. Ciò è reso possibile anche grazie al fondamentale e prezioso contributo dei nostri Istituti zooprofilattici sperimentali, eccellenza italiana e internazionale, ad oggi coinvolti nella sorveglianza e nello studio del fenomeno", dichiara Costa.

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