"Soluzioni eque", vescovi sardi al fianco dei pastori

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di Elena Davolio  "Il governo trovi soluzioni eque, il latte non va sprecato ma testimonia tutta la sofferenza dei nostri pastori". La Conferenza Episcopale sarda è al fianco dei pastori che oggi hanno fatto arrivare la protesta a Montecitorio. Interpellato dall'Adnkronos, mons. Arrigo Miglio, presidente della Conferenza episcopale sarda, premette: "Stigmatizziamo episodi di violenza che si sono infiltrati nella protesta e snaturano la tradizione e la cultura del mondo della pastorizia, che è un mondo pacato. Per quello che siamo riusciti a capire, però, ci sono infiltrazioni che poco hanno a che vedere con la sostanza della protesta". Le strade sono diventate fiumi di latte. "Si tratta di un gesto estremo - dice il presidente della Conferenza episcopale sarda - ma la protesta può essere ugualmente forte e civile senza spreco di latte, che è un bene di Dio, e molti ci hanno già ascoltato. Ci sono stati gesti positivi in questo senso. Si tratta di un gesto di esasperazione che però va ricondotto alla ragionevolezza".  Monsignor Miglio considera: "Nella filiera del latte e dei derivati, i pastori sono l'anello più debole, si sentono trascurati, hanno bisogno di più attenzione perché il mercato viene condizionato da chi ha più potere e i pastori molte volte sono delle vittime e vanno ascoltati". Il presule ha apprezzato le parole del premier, ieri in Sardegna: "Conte ha pronunciato la parola giusta: 'ascolto'. Bisogna poi considerare che il comparto dell'allevamento, della produzione di latte e pastorizio della Sardegna non è un dettaglio, è primario e se va in crisi con il 60% di disoccupazione giovanile e la mancanza di lavoro in generale che da noi è del 30% più alta che nel resto del Paese, va in crisi un comparto basilare".  Miglio, in vista del tavolo tecnico convocato per il 14 febbraio al quale sederanno per la prima volta i pastori sardi, lancia un appello alla politica: "Continui l'attenzione delle istituzioni o si compromette un patrimonio di persone che metterebbe in ginocchio la Regione". Il presidente della Conferenza episcopale ricorda anche che il prossimo 24 febbraio ci saranno le elezioni regionali: "Il momento non è semplice ma Conte ha detto bene evidenziando la necessità dell'ascolto. Le quote latte e la produzione possono essere maggiormente concordate e non imposte. Visto che il comparto dell'allevamento è fondamentale anche i prezzi del latte devono essere quantomeno compensativi delle spese. Diversamente, vorrebbe dire uccidere tutto un settore di produzione e sappiamo bene che viviamo in un mondo sempre più globalizzato dove lotte e tensioni si moltiplicano".  "Il governo dovrà esercitare la sua responsabilità, trovando soluzioni giuste - afferma all'Adnkronos mons. Giovanni Paolo Zedda, vescovo di Iglesias -. I pastori sono in grave sofferenza e questo apparente spreco di risorse, che loro stessi non avrebbero voluto fare, è stato fatto come segnale di grande sofferenza per attirare l'attenzione dei politici su un problema non facile da risolvere ma che deve avere una doverosa risoluzione. Il problema non è semplice da risolvere ma è doveroso farlo con una attenta concertazione".

di Elena Davolio  

"Il governo trovi soluzioni eque, il latte non va sprecato ma testimonia tutta la sofferenza dei nostri pastori". La Conferenza Episcopale sarda è al fianco dei pastori che oggi hanno fatto arrivare la protesta a Montecitorio. Interpellato dall'Adnkronos, mons. Arrigo Miglio, presidente della Conferenza episcopale sarda, premette: "Stigmatizziamo episodi di violenza che si sono infiltrati nella protesta e snaturano la tradizione e la cultura del mondo della pastorizia, che è un mondo pacato. Per quello che siamo riusciti a capire, però, ci sono infiltrazioni che poco hanno a che vedere con la sostanza della protesta". Le strade sono diventate fiumi di latte. "Si tratta di un gesto estremo - dice il presidente della Conferenza episcopale sarda - ma la protesta può essere ugualmente forte e civile senza spreco di latte, che è un bene di Dio, e molti ci hanno già ascoltato. Ci sono stati gesti positivi in questo senso. Si tratta di un gesto di esasperazione che però va ricondotto alla ragionevolezza".  

Monsignor Miglio considera: "Nella filiera del latte e dei derivati, i pastori sono l'anello più debole, si sentono trascurati, hanno bisogno di più attenzione perché il mercato viene condizionato da chi ha più potere e i pastori molte volte sono delle vittime e vanno ascoltati". Il presule ha apprezzato le parole del premier, ieri in Sardegna: "Conte ha pronunciato la parola giusta: 'ascolto'. Bisogna poi considerare che il comparto dell'allevamento, della produzione di latte e pastorizio della Sardegna non è un dettaglio, è primario e se va in crisi con il 60% di disoccupazione giovanile e la mancanza di lavoro in generale che da noi è del 30% più alta che nel resto del Paese, va in crisi un comparto basilare".  

Miglio, in vista del tavolo tecnico convocato per il 14 febbraio al quale sederanno per la prima volta i pastori sardi, lancia un appello alla politica: "Continui l'attenzione delle istituzioni o si compromette un patrimonio di persone che metterebbe in ginocchio la Regione". Il presidente della Conferenza episcopale ricorda anche che il prossimo 24 febbraio ci saranno le elezioni regionali: "Il momento non è semplice ma Conte ha detto bene evidenziando la necessità dell'ascolto. Le quote latte e la produzione possono essere maggiormente concordate e non imposte. Visto che il comparto dell'allevamento è fondamentale anche i prezzi del latte devono essere quantomeno compensativi delle spese. Diversamente, vorrebbe dire uccidere tutto un settore di produzione e sappiamo bene che viviamo in un mondo sempre più globalizzato dove lotte e tensioni si moltiplicano".  

"Il governo dovrà esercitare la sua responsabilità, trovando soluzioni giuste - afferma all'Adnkronos mons. Giovanni Paolo Zedda, vescovo di Iglesias -. I pastori sono in grave sofferenza e questo apparente spreco di risorse, che loro stessi non avrebbero voluto fare, è stato fatto come segnale di grande sofferenza per attirare l'attenzione dei politici su un problema non facile da risolvere ma che deve avere una doverosa risoluzione. Il problema non è semplice da risolvere ma è doveroso farlo con una attenta concertazione".