Somalia, Amnesty: nuove prove su uccisioni civili in raid Usa -2-

red/Mgi

Roma, 1 ott. (askanews) - Un amico stretto di Abdiqadir Nur Ibrahim, ha raccontato quanto vide la mattina dopo: "Il suo corpo era completamente distrutto ma l'ho riconosciuto. Il volto era bruciato. Attaccato allo specchietto dell'automobile c'era ancora il suo orologio".

Il terzo passeggero, Mahad Nur Ibrahim (46 anni, fratellastro di Abdiqadir), morì in un ospedale di Mogadiscio dopo un'agonia di tre mesi per, secondo il referto ufficiale, arresto cardiaco a seguito di setticemia, con oltre il 50 per cento del corpo ustionato. Non vi sono prove che Africom abbia cercato di mettersi in contatto con lui durante il ricovero.

Il 19 marzo Africom diffuse un comunicato nel quale descriveva le vittime come "tre terroristi", senza fornire alcuna prova. Il comunicato proseguiva affermando che "Africom [era] a conoscenza di notizie riguardanti vittime civili" e avrebbe esaminato ogni informazione al riguardo.

A maggio un giornalista di "Foreign Policy" ha informato Africom che Ibrahim Mohamed Hiray era un civile e ha fornito i contatti della sua famiglia, che finora non è mai stata chiamata.

Ad agosto Amnesty International ha messo a disposizione di Africom ulteriori prove, ma il comando militare ha rifiutato di smentire che i tre civili fossero "terroristi": "Quell'attacco aereo è stato condotto contro militanti di basso rango di al-Shabaab (...) Le informazioni raccolte prima e dopo l'attacco indicano che tutte le persone ferite o uccise erano membri o affiliati di al-Shabaab".

Africom non ha mai modificato la sua posizione iniziale rispetto a tutti i casi che Amnesty International ha finora sottoposto alla sua attenzione. (Segue)