Somalia, Amnesty: nuove prove su uccisioni civili in raid Usa -3-

red/Mgi

Roma, 1 ott. (askanews) - Sull'attacco aereo del 18 marzo Amnesty International ha intervistato 11 persone, direttamente o da remoto: familiari delle vittime, persone recatesi sul posto e personale di Hormuud Telecom, l'azienda in cui lavorava uno dei tre deceduti.

L'organizzazione per i diritti umani ha poi esaminato articoli di stampa, dichiarazioni dell'amministrazione Usa, la documentazione relativa all'acquisto del veicolo, carte d'identità, referti medici e fotografie del luogo dell'attacco e dei corpi delle vittime.

Tutte le persone con cui Amnesty International ha parlato hanno escluso categoricamente che i tre uomini fossero membri di al-Shabaab. Lo stesso gruppo armato non ha impedito ai familiari di recuperare e seppellire i resti delle vittime, cosa che generalmente non accade se le vittime sono suoi militanti.

Le dichiarazioni di Africom sull'attacco del 18 marzo e la successiva corrispondenza con Amnesty International sollevano forti dubbi sulla qualità della raccolta d'informazioni d'intelligence e sulla decisione di colpire "affiliati" di al-Shabaab. Si potrebbe essere di fronte a una violazione del diritto internazionale umanitario. (Segue)