Somalia, ten. col. Paglia: "28 anni da Checkpoint Pasta, non dimenticare"

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Domani saranno passati 28 anni dalla Battaglia del Checkpoint Pasta, lo scontro a fuoco tra le truppe italiane a Mogadiscio e i ribelli somali, in cui persero la vita i tre soldati italiani Andrea Millevoi, Stefano Paolicchi, Pasquale Baccaro e oltre venti rimasero feriti. Ma il tenente colonnello Gianfranco Paglia, paracadutista della Folgore ferito gravemente alla colonna vertebrale e da allora costretto su una sedia a rotelle, ha ancora davanti agli occhi quegli attimi drammatici: "Il missile anticarro che colpì il nostro mezzo, la morte di Baccaro, i primi feriti. E' qualcosa che non si può dimenticare, non fummo in grado di riportare a casa tutti quanti".

Quella battaglia fu la prima dopo la seconda guerra mondiale ed è "importante ricordare quello che avvenne il 2 luglio 1993. E' doveroso per chi ha vissuto quell'esperienza, per chi è tornato a casa vivo, per i tre morti Millevoi, Paolicchi e Baccaro". Ed è doveroso anche imparare dalle esperienze del passato. "La speranza è che l'Afghanistan non diventi una seconda Somalia", sottolinea il tenente colonnello Paglia dopo la fine, con il rientro ieri dell'ultimo militare italiano, della missione Resolute Support, subentrata dal 1 gennaio 2015 alla missione Isaf.

"Ci tengo a precisare che il ministro della Difesa Guerini è stato abbastanza chiaro su questo, si è speso per fare in modo che la Nato non dimentichi l'Afghanistan. Ha chiarito che ci sarà una collaborazione e il fatto di aver portato a casa circa 300 afgani - continua facendo riferimento all'evacuazione umanitaria del personale civile afgano che ha supportato nel tempo il contingente italiano - è un passo di grande rispetto e civiltà". Non dimenticare dunque per non ripetere ciò che è accaduto in Somalia: "Dopo due anni e mezzo fu abbandonata e a distanza di 20 anni siamo tornati nuovamente a Mogadiscio, ma in tutti questi anni i terroristi hanno fatto quello che volevano; il pericolo reale è questo".

Il tenente colonnello Paglia, nonostante le gravi ferite riportate nella Battaglia del Pastificio, non ha mai fatto venire meno il suo impegno: "Sono stato fortunato, sono tornato vivo. Lo Stato Maggiore mi ha dato la possibilità di indossare ancora l'uniforme, di ritornare nei teatri operativi". Le missioni sono "importanti per cercare di restituire la pace in paesi martoriati dalla guerra; non sempre ci si riesce, ma le organizzazioni internazionali hanno l'obbligo di provarci. Dal '93 come forze armate abbiamo fatto passi da gigante, in Somalia eravamo con ragazzi di leva, volontari, mentre con professionisti è possibile raggiungere risultati migliori".

Domani a Siena si terrà una commemorazione per i caduti nella Battaglia del Checkpoint Pasta. "Bisogna mantenere viva la loro memoria - sottolinea il tenente colonnello Paglia - E non bisogna dimenticare la storia".

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