Sondaggi elettorali oggi, Salvini perde il 15% in un mese

Sondaggi elettorali oggi Salvini

I risultati dei sondaggi elettorali diffusi dall’apertura della crisi di governo a oggi, giorno della conclusione del secondo turno di consultazioni in Quirinale, dimostrano che la decisione di far cadere il governo gialloverde è costato caro alla Lega in termini di consensi. A confermarlo è anche la recente indagine effettuata da Ipsos, l’istituto di ricerca guidato da Nando Pagnoncelli.

Sondaggi elettorali oggi

Il mese di agosto, che per la Lega sarebbe dovuto essere il momento del trionfo, con l’apertura della crisi, si è trasformato nella più amara sconfitta per il Carroccio dal momento dell’insediamento a Palazzo Chigi. Secondo quanto rivelato da Ipsos, per la prima volta Matteo Salvini non solo non ha accresciuto il proprio consenso presso l’elettorato, ma ha addirittura perso ben il 15% rispetto al mese di luglio. Si tratta della più vistosa inversione di tendenza, con un crollo dal 51% al 36% in soli trenta giorni.

Non solo la Lega: quella del calo dei consensi sembra essere una tendenza generale che investe tutti i leader. Luigi Di Maio in un mese è passato dal 30% al 28%. Nicola Zingaretti si mantiene stabile, ma la sua popolarità era risultata già piuttosto bassa a luglio, fermandosi al 23%.

Si salvano solo il premier dimissionario Giuseppe Conte, che perde solo 4 punti percentuali, e il presidente Sergio Mattarella, che raccoglie il favore del 57% degli intervistati. Altri sondaggi politici rivelano che, secondo due intervistati su tre, l’incarico di leader del M5s dovrebbe essere affidato proprio a Conte, non a Luigi Di Maio.

Crisi di governo, il sondaggio

Per quanto riguarda le possibili soluzioni alla crisi di governo in corso, il 21% degli intervistati si è espresso a favore di un governo Pd-M5s. La percentuale sale al 48% tra gli intervistati dichiaratamente elettori del M5s, raggiunge addirittura il 51% tra gli elettori dem. L’opzione di un ritorno a un esecutivo Lega-M5s conquista il 11% dei voti, così come anche la cosiddetta opzione Renzi, ovvero un governo che eviti l’aumento dell’Iva e che traghetti il Paese alle urne nel 2020.

Infine, il 33% dei votanti è a favore delle elezioni immediate.