Sondaggi: il centrosinistra di Calenda raggiunge quasi il M5S

Secondo il sondaggio, infatti, il listone di Calenda potrebbe valere tra il 20 e il 24%, mentre la Lega continua a crescere (32,6%) e il M5s scende sotto il 25% (24,9%). (Credits – Getty Images)

Un peso elettorale virtuale vicino al 24%, a un passo dal Movimento 5 Stelle. E’ il risultato di un sondaggio Swg e si parla del listone “europeista” lanciato da Carlo Calenda nei giorni scorsi e che riunirebbe le varie anime della sinistra moderata in opposizione ai partiti “sovranisti”, cioè Movimento 5 Stelle e Lega.

Secondo il sondaggio, infatti, il listone di Calenda potrebbe valere tra il 20 e il 24%, mentre la Lega continua a crescere (32,6%) e il M5s scende sotto il 25% (24,9%). Un sondaggio che, però, va preso con le molle, non solo perché le intenzioni di voto trovano sempre il tempo che trovano, ma soprattutto perché al momento Carlo Calenda non sembra aver convinto tutti ad aggregarsi in vista delle elezioni europee.

Calenda, infatti, oltre che a guardare al Pd, vorrebbe coinvolgere nel suo progetto europeista anche Verdi, Italia in Comune, liste civiche e +Europa. Insomma, una coalizione di centrosinistra dalla quale sono esclusi i partiti più spostati a sinistra, come Leu e Potere al Popolo, ma che non è certo si concretizzi. Con la vittoria di Benedetto della Vedova al congresso di +Europa, infatti, gli ex radicali hanno scelto di correre da soli alle prossime elezioni e un accordo con il Pd e Calenda appare più lontano.

A ribadire il concetto, durante la trasmissione Circo Massimo su Radio Capital, è stata Emma Bonino. “Una cosa è un manifesto, una piattaforma politica, e un’altra la traduzione in lista elettorale. La regola del gioco per queste elezioni è una legge proporzionale pura con le preferenze e lo sbarramento al 4%. Con questo sistema, che io non apprezzo, più liste fai più voti prendi. Tant’è vero che la destra va a elezioni con quattro liste e pare sia in preparazione anche una quinta. Vanno bene i contenuti del manifesto di Calenda ma non il listone, meglio che ognuno faccia una lista. Lo dico per esperienza”.

Allo stesso modo, anche i Verdi sono incerti sul da farsi e hanno dichiarato che “non ci sono i presupposti per aderire a un progetto comune”. E Calenda? Lui è più ottimista, anche se non vuole guardare ai sondaggi. “Fare sondaggi ora credo sia prematuro, ma noi puntiamo a prendere almeno il 30%. Dobbiamo dare il segnale che ci sono molti italiani moderati, progressisti e liberali; italiani che ritengono che il nostro sia un grande Paese e che dobbiamo cambiare profondamente l’Europa, rimanendo in serie A” ha dichiarato l’ex ministro.

(Duccio Fumero)

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