Sondaggi politici, Conte bis: non piace al 52% degli italiani

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Conte bis, arrivano i dati dei sondaggi di gradimento sul nuovo governo: solo il 36% esprime una valutazione positiva sull’esecutivo. E poi i pronostici sulla durata – per il 45% degli italiani massimo un anno, con il dato sui migranti: solo l’11% chiede un cambio di passo sul tema dell’immigrazione.

I Sondaggi sul Conte bis

Un tortuoso percorso che parte in salita quello per Giuseppe Conte, che a poche ore dal via libera al nuovo esecutivo M5S-Pd riceve le prime risposte da parte del popolo italiano. Da un sondaggio condotto da Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera, volto a valutare l’indice di gradimento del nuovo governo, emerge come solo il 36% degli italiani veda di buon auspicio il Conte bis, contro il 52%. Dati chiarissimi un po’ su tutta la linea, a partire anche sulla durata dell’esecutivo, dove il 45% degli italiani pensa che durerà un anno, il 20% due e solo il 18% pensa possa arrivare alla fine della legislatura nel 2023. Con le divergenze politiche che sembrano rimanere solide alla base della nuova alleanza, secondo altri dati solo l’11% degli italiani chiede un cambio legislativo sui decreti sicurezza e sul tema immigrazione. Mentre invece il provvedimento più atteso – voluto dal 71% dei votanti, è una manovra economica a favore dei ceti deboli, con il 45% degli italiani favorevole a un taglio dei parlamentari, il 24% che punta ad investimenti per sviluppi economici basati sulla sostenibilità ambientale, il 17% che chiede investimenti a favore del Sud e l’11% per l’autonomia regionale differenziata.

L’opinione di Pagnoncelli

“L’indice di gradimento, calcolato escludendo coloro che non si esprimono, è pari a 41 – si legge – e risulta molto distante da quello del precedente esecutivo gialloverde all’insediamento (60), come pure da tutti quelli che si sono succeduti dal 2006 in poi con l’eccezione del governo Gentiloni che, in continuità con il governo Renzi e a fronte della larga aspettativa di elezioni immediate all’indomani del referendum costituzionale, esordisce con un indice inferiore (35), per poi crescere stabilmente in popolarità fino alla fine della legislatura. A fine luglio, l’ipotesi di un governo M5S-Pd – continua Pagnoncelli – risultava la meno gradita (15%) tra le diverse opzioni in campo. Il “gradimento per il nuovo governo” risulta prevalente solo tra gli elettori del Pd (74%) e del M5S (71%) tra i quali tuttavia i giudizi negativi, sebbene minoritari, sono tutt’altro che trascurabili (25% e 28%)”.