Sondaggio Demos: i partiti non sono più dominanti. E 2 italiani su 3 si affidano a Draghi

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Italian Prime Minister Mario Draghi arrives for the COP26 UN Climate Summit in Glasgow on November 1, 2021. - More than 120 world leaders meet in Glasgow in a
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“In Italia non ci sono più partiti ‘dominanti’”, annota su la Repubblica il sociologo della politica Ilvo Diamanti, perché “Mario Draghi, per quanto in lieve calo di consensi, mantiene un grado di fiducia decisamente elevato: 65%” perciò “appare, dunque, il principale riferimento per una larga maggioranza di cittadini. E contribuisce a fornire un senso a una democrazia, per molti versi, ‘incerta’” in quanto “pervasa dal virus dell’insicurezza”. Quindi, analizza Diamanti, “anche per questo il premier viene presentato come possibile (probabile) successore di Sergio Mattarella, al Quirinale. D’altronde, è difficile, per una democrazia rappresentativa, ‘funzionare’, quando i rapporti fra maggioranza e opposizione non ‘funzionano’. E fra i partiti non si osservano ‘soggetti dominanti’”: tre partiti - Pd, Fratelli d’Italia e Lega - stazionano intorno al 20% e un altro, il M5S, poco sotto, secondo i dati di un sondaggio condotto da Demos. Questa situazione tra i partiti, annota ancora l’analista politico, “peraltro, contribuisce a spiegare il profilo e le tendenze del gradimento verso i principali leader. Che confermano quanto già delineato dall’atteggiamento verso il governo. La centralità e la prevalenza evidente e appariscente di Mario Draghi. Sostenuto, stabilmente, da 7 italiani su 10″.

Conclude la sua analisi Diamanti: “Nel complesso, si ripropone il profilo frammentato che contrassegna il sistema politico italiano. Una democrazia ‘incerta’, dove tutti i partiti (tranne uno) sono nella maggioranza di governo.
E le divisioni si trasferiscono dentro ai partiti. Mentre su tutto e tutti incombe il Virus. Che trasferisce nella società tensioni espresse da frazioni ‘minoritarie’. Ma ‘rumorose’. Specchio di un Paese alla ricerca di coesione e unità. Garantite, oggi, da Mario Draghi, con crescente difficoltà. In attesa che la ‘democrazia rappresentativa’ torni a funzionare. E il Parlamento a ‘rappresentare’ gli orientamenti dei cittadini, che dalle ultime elezioni, nel 2018, sono cambiati profondamente”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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