Sondaggio: met degli italiani sognano una vacanza indoor

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Roma, 4 giu. (askanews) - Sar un'estate insolita quella che stiamo per vivere, segnata dalla convivenza con il Coronavirus. Tra le tante incognite create dall'emergenza sanitaria una cosa certa: le vacanze saranno di prossimit, pi lente, consapevoli e sicure. In questo scenario c' un comparto dell'industria dei viaggi in Italia che pi di ogni altro oggi sembra rispondere alle esigenze del viaggiatore, nel rispetto delle vigenti norme di sicurezza: l'ospitalit open air. Un settore che, continuando un percorso di crescita e riqualificazione ormai in atto da tempo, alla vigilia della prossima stagione si candida come alternativa possibile per un nuovo modo di vivere la vacanza made in Italy.

A esplorare questo segmento turistico l'Osservatorio del Turismo Outdoor 2020 realizzato da Human Company, gruppo fiorentino attivo in Italia nell'ospitalit open air, in collaborazione con Istituto Piepoli. Realizzata con metodo quali-quantitativo su un campione rappresentativo della popolazione italiana e un gruppo selezionato di operatori del settore, la ricerca, arrivata quest'anno alla terza edizione, fornisce un'analisi dell'attuale mercato domestico del turismo all'aria aperta individuandone le caratteristiche, i trend e le possibili evoluzioni ai tempi del Coronavirus.

Secondo le stime dell'Istituto Piepoli il fatturato del turismo all'aria aperta nel 2019 si attesta intorno a 8,5 miliardi di euro (di cui 5,2 miliardi di euro per servizi ricettivi e 3,3 miliardi di euro per servizi di ristorazione), con una quota di viaggi in Italia che si aggiudica il 25% del totale: dei quasi 80 milioni di viaggi degli italiani in Italia e all'estero lo scorso anno (Istat, febbraio 2020), 20 milioni sono stati outdoor (stima sui soggiorni in villaggi e camping e viaggi itineranti effettuati con caravan e simili) per un totale di 92 milioni di pernottamenti, pari al 23% del totale.

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