Sondaggio. A Milano Sala vicino al trionfo al primo turno

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Giuseppe Sala attends the Estate Sforzesca 2021 press conference in the Rocchetta of Castello Sforzesco on June 9, 2021 in Milan, Italy (Photo by Alessandro Bremec/NurPhoto via Getty Images) (Photo: NurPhoto via Getty Images)
Giuseppe Sala attends the Estate Sforzesca 2021 press conference in the Rocchetta of Castello Sforzesco on June 9, 2021 in Milan, Italy (Photo by Alessandro Bremec/NurPhoto via Getty Images) (Photo: NurPhoto via Getty Images)

I sondaggi indicano che Beppe Sala sarà sindaco di Milano per un secondo mandato. È una partita a due, con il pediatra Luca Bernardo sostenuto dal centrodestra, malgrado il numero più alto di candidati (13) degli ultimi venti anni. Sala può chiudere i giochi al primo turno.

Il sondaggio realizzato da YouTrend per il gruppo Gedi vede Sala al 51,4%, con Bernardo ben 14 punti indietro, al 37,2%. Un margine che si allarga in caso di ballottaggio, con Sala al 64,2% e Bernardo al 35,8%. E i 5 stelle? Layla Pavone, la manager voluta da Giuseppe Conte per lanciare il nuovo corso del Movimento al Nord, si fermerebbe addirittura al 4,6 per cento.

La vittoria di Sala al primo turno è “uno scenario in questo momento possibile”, sostiene il direttore di YouTrend Lorenzo Pregliasco. La prima ragione è rintracciabile “nel giudizio sull’amministrazione comunque positivo”: il 58,2% del campione - 804 intervistati - promuove la giunta Sala. Ma a influire sul risultato potrebbe essere, guardando nell’altro campo, anche una candidatura, quella di Bernardo, “arrivata tardi, tra molte incertezze, e in un contesto in cui a lungo sembrava che nessuno volesse assumersi questa responsabilità”.

Tra i partiti, il Pd resta primo con il 27,6% (era al 36% alle Europee, al 29 alle scorse Comunali). Ma nel derby della destra, il rischio sorpasso c’è. La Lega sarebbe ancora in vantaggio con il 14,1% (contro il 27,4 dell’exploit alle Europee e l′11,8% del 2016). Ma, persino nella città di via Bellerio, la concorrenza di Giorgia Meloni, che supera Matteo Salvini in fiducia personale, si fa sentire. Fratelli d’Italia si arrampica fino all′11,3% (nell’ultima sfida per Palazzo Marino era al 2,4%, nel 2019 al 5,2), a un soffio da una Lega che, per la prima volta dal 1993, non schiera il suo “Capitano” in lista. Non si arresta, invece, il crollo di Fi. Nella sua Milano, il partito di Berlusconi non andrebbe oltre il 7,9%. Nel 2016, volava al 20 per cento.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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