##Sondland conferma 'do ut des' con Ucraina: fu Trump... -3-

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New York, 20 nov. (askanews) - Sondland - ha raccontato - disse al vicepresidente Mike Pence, all'inizio di settembre, che era preoccupato che la concessione degli aiuti militari all'Ucraina (400 milioni di dollari) fosse subordinata all'apertura delle indagini chieste da Trump (Sondland ha più volte detto di non aver collegato Burisma a Biden, fino a poco tempo fa). L'ufficio di Pence ha poi rilasciato un comunicato per affermare che il vicepresidente "non ha mai avuto una conversazione con Gordon Sondland sulle indagini sui Biden, su Burisma o sulle condizioni per il rilascio degli aiuti finanziari all'Ucraina in base a potenziali indagini".

"Mi opponevo fortemente - ha detto Sondland in commissione - alla sospensione degli aiuti" all'Ucraina, perché "gli ucraini avevano bisogno di quei fondi per combattere contro l'aggressione russa. Cercai di chiedere perché gli aiuti fossero stati sospesi, ma non ricevetti mai una risposta chiara. In assenza di una spiegazione credibile, cominciai a credere che gli aiuti non sarebbero stati dati fino a un impegno pubblico dell'Ucraina per un'indagine sulle elezioni del 2016 e su Burisma, come chiesto da [Rudy] Giuliani. Ho condiviso le mie preoccupazioni sul potenziale 'do ut des' sugli aiuti" all'Ucraina "con il senatore Ron Johnson. Ho anche condiviso le mie preoccupazioni con gli ucraini".

Pence, finora, ha detto che non c'è stato alcun 'do ut des' e che Trump non ha fatto nulla di sbagliato nei suoi rapporti con Kiev. Gli aiuti militari furono temporaneamente bloccati due giorni prima della telefonata del 25 luglio tra i due presidenti, al centro delle indagini per il possibile impeachment di Trump, e poi sbloccati solo dopo le pressioni del Congresso. (segue)