Sondrio, direttore pronto soccorso: "Insulti? Io non li ho sentiti"

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Un esposto in Procura su quanto sarebbe successo al pronto soccorso dell'ospedale di Sondrio lo scorso 14 dicembre, quando una bimba di cinque mesi è morta e la sua mamma sarebbe stata oggetto di insulti razzisti. A quanto apprende l'Adnkronos la direzione sanitaria dell'Ospedale lo starebbe preparando per tutelare l'immagine della struttura. Una decisione presa dopo aver parlato anche con la staff sanitario che non avrebbe notato alcuna situazione anomala in sala d'attesa.  

''Noi non abbiamo avuto alcuna percezione di insulti razzisti''. Lo dice all'Adnkronos il direttore del pronto soccorso di Sondrio, Raniero Spaterna. ''La sala dove eravamo noi - dice - era abbastanza isolata e ci siamo concentrati nel prestare la massima attenzione a una mamma che aveva perso sua figlia. Le urla? Ci sono state certo, ma in questi luoghi le scende di disperazione non sono certo rare. L'altro giorno il figlio di un padre morto per arresto cardiocircolatorio ha preso a calci le porte per esempio. E la morte di questa bimba ha colpito anche noi che non siamo un'unità pediatrica, figuriamoci la madre''. Dopo le urla ''quando le abbiamo ridato la sua bimba l'ha presa ed è diventata dolcissima, coccolandola all'infinto''. Se ci sono state delle frasi razziste ''io non le ho sentite, ma posso dire che se qualcuno le ha dette non le ha gridate o urlate. Parole e commenti comunque da non pronunciare, ovvio, ma come si dice: la mamma dei cretini à sempre incinta''. 

Per la giovane mamma nigeriana e la sua bimba l'ospedale ha fatto il massimo. Così un portavoce del nosocomio di Sondrio aveva raccontato all'Adnkronos quanto successo la sera del 14 dicembre scorso. ''Le frasi che sarebbero state riportate non possiamo né smentirle né confermarle. Il personale non le ha sentite, ma è certo che l'asssistenza e la cura nei confronti della famiglia è stata massima''. Il portavoce sottolineava che la ''scena è stata drammatica, tutti i medici e gli infermieri sono stati colpiti e coinvolti, dando assistenza non solo alla mamma, ma anche alla sorella e alla cugina. Una situazione dove le donne parlavano con i medici in inglese e con la mamma che paradossalmente si è calmata quando le è stato portato il corpo della bimba''.