Il sonno regolare in età prescolare allontana l'obesità infantile

Samuele Prosino

Genitori e nonni ci dicevano sempre, quando eravamo piccoli, di andare a letto presto e soprattutto di dormire tanto, così saremmo diventati alti e forti. Ora grazie a una ricerca dell’Università dell’Ohio (Stati Uniti), si potrà dire che dormire le stesse ore di sonno ogni giorno permetterà di evitare disturbi relativi al peso.

Il fulcro della tesi dell’Ohio State University è, se vogliamo, più ampio: più che le ore di sonno è la regolarità in generale che migliora la qualità della vita nei bambini. Infatti, secondo i dati raccolti su 11 mila bambini in età prescolare di nazionalità britannica, mangiare pasti alla stessa ora ogni giorno, guardare la televisione per meno di trenta minuti contati e andare a dormire e svegliarsi alla stessa ora rende meno probabile la comparsa di problemi di obesità infantile negli anni successivi.

Il sonno regolare allontana l’obesità infantile (Getty)

La connessione che gli scienziati hanno confermato è tra routine, emozioni e peso corporeo. “Questo studio porta maggiori evidenze sul fatto che la routine per i bambini in età prescolare sia importante per la loro salute e per lo sviluppo. I bambini che seguono ritmi regolari hanno meno probabilità di diventare obesi“, dice Sarah Anderson, la principale autrice dello studio.

I bambini di tre anni coinvolti nello studio sono stati monitorati su queste aree: durata del sonno, orari dei pasti e durata dell’esposizione a programmi televisivi. Chi riusciva, tra di loro, a avere ogni giorno più o meno le stesse ore di sonno, gli stessi orari per colazione, pranzo e cena, e una bassa incidenza della televisione nelle attività di gioco, aveva un migliore controllo delle emozioni – che è un dato associato alla facilità o meno per un bambino di essere frustrato e sovraeccitato.

I bambini con più difficoltà a controllare le proprie emozioni hanno avuto una maggiore propensione all’obesità nel corso degli otto anni successivi (quindi fino al compimento dell’11° anno di età).

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