Sono 328 le persone guarite dal coronavirus

brahim maarad

Il coronavirus ha fatto registrare il primo decesso fuori dalla Cina: le Filippine hanno comunicato la morte di un uomo di 44 anni, proveniente da Wuhan, focolaio dell'epidemia. In totale sono 305 i decessi e oltre 14.300 i contagiati in più di 25 Paesi.

In Cina continua l'isolamento nella provincia dell'Hubei, con 62 milioni di persone rinchiuse nelle propria abitazioni, e un intenso traffico aereo per rimpatriare i cittadini stranieri bloccati, tra cui quelli italiani che atterreranno all'aeroporto militare di Pratica di Mare, a Roma.

Il rientro degli italiani a Wuhan

Il Boeing KC767 dell'Aeronautica militare che li riporterà in Italia è atterrato a Wuhan alle 23.00 ora locale e i circa 60 che vi saliranno a bordo vengono sottoposti ai primi test sanitari. In Francia sono atterrati già due aerei, a bordo dell'ultimo vi erano 250 persone di 30 nazionalità diverse.

E in Germania, dove i casi accertati sono 10, sono risultati positivi al contagio due delle oltre cento persone rientrate con un volo dedicato. Di coronavirus però si continua a guarire: solo a Wuhan sono state dimesse 37 persone, tra loro un 88enne che era il paziente più anziano del Paese. Dovranno restare in quarantena per un paio di settimane ma sono considerate ormai fuori pericolo.

E in totale, all'aggiornamento di sabato pubblicato dalla Commissione nazionale per la sanità sono 328 le persone che si sono riprese dall'infezione.
 

Il primo morto fuori dalla Cina

L'uomo morto nelle Filippine aveva sviluppato una grave polmonite dopo essere stato ricoverato a Manila il 25 gennaio scorso e dopo essere stato per alcuni giorni in condizioni stabili, si è aggravato nelle ultime 24 ore. è il compagno di una donna cinese di 38 anni, anche lei di Wuhan, primo caso positivo al coronavirus nelle Filippine. Entrambi erano arrivati via Hong Kong, il 21 gennaio.

Nel frattempo a Wuhan è stato completato il primo ospedale costruito in dieci giorni. Nell'ospedale Huoshenshan lavoreranno 1.400 medici militari, e la struttura inizierà a ricevere i pazienti a partire da domani.

Il premier, Li Keqiang, ha chiesto inoltre ai produttori di materiale sanitario di accelerare la produzione per il controllo dell'epidemia. "I produttori sono come contractor militari che producono l'arsenale in questa battaglia contro l'epidemia", ha dichiarato il premier, in visita a un centro per il coordinamento nazionale per l'allocazione delle risorse chiave nel controllo dell'epidemia.

Pechino, con la riapertura della Borsa prevista per domani, si trova a fare i conti anche con gli ingenti danni economici. La banca centrale ha annunciato un'iniezione di 1,2 miliardi di yuan (circa 174 miliardi di dollari) per sostenere l'economia del Paese.