"Sono dislessico e per i prof ero un buono a nulla. Dopo 2 bocciature, festeggio la seconda laurea"

Silvia Renda
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(Photo: Antonio Butera/Facebook)
(Photo: Antonio Butera/Facebook)

Antonio Butera ha scoperto di essere dislessico quando aveva 26 anni. Prima di allora non era riuscito a dare un nome a quel disturbo che gli è costato incomprensioni con i professori e umiliazioni da parte dei compagni. Due volte è stato bocciato, ora però ha avuto il suo riscatto: Fanpage lo ha intervistato nel giorno della sua seconda laurea. Antonio è dottore in Legge e il suo sogno è difendere i diritti dei ragazzi con disturbo di dislessia.

“Mi davano del fannullone, ma sono riuscito ad avere il mio riscatto. Se fosse stato per i miei vecchi professori io sarei stato un buono a nulla e non sarei riuscito ad arrivare a niente soprattutto perché, il terzo anno delle superiori sia un anno a Palermo che nel mio paese ad Alcamo, sono stato bocciato, sono stato umiliato, sono stato preso in giro a causa della dislessia e io mi sono chiuso in me stesso e ho avuto problemi psicologici che mi hanno portato a prendere peso, ma oggi posso dare un messaggio ai ragazzi che come me hanno vissuto le mie difficoltà dicendo di non mollare e impegnarsi perché questo è stato il segreto per arrivare ai miei successi”.


Ora due lauree testimoniano la sua rivincita. Andrea vuole difendere chi come lui si trova a fronteggiare difficoltà incomprese dalla società:

“La laurea me è una grande rivincita, ho potuto dimostrare a chi mi aveva etichettato come lagnoso e nullafacente, rappresenta sia una rivincita ma che un inizio perché ho nella mia testa di combattere e lottare per far valere i diritti dei ragazzi dislessici – conclude – noi ragazzi dislessici dobbiamo vivere con la consapevolezza di quello che siamo e avere la determinazione di quello che vogliamo essere malgrado le nostre difficoltà”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.