"Sono stata tra i primi casi di covid a Roma. Ho ancora dolori. I vicini hanno paura di me"

Silvia Renda
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Stefania Giardoni (Photo: Ansa)
Stefania Giardoni (Photo: Ansa)

Stefania Giardoni è stata tra i primi casi noti di coronavirus registrati a Roma. A distanza di tempo dal tampone negativo, lotta ancora con dolori costanti, strascichi della malattia. I vicini la tengono a distanza, hanno paura possa infettarli, nonostante sia clinicamente guarita da tempo. Lo racconta lei stessa in un’intervista al Messaggero:

“A mesi di distanza, perdo i capelli come se facessi la chemio, ho subito l’interruzione del ciclo mestruale, ho dolori fortissimi alle ossa, ai piedi, una fitta costante al torace per le cicatrici ai polmoni. Per i primi due mesi sembra che ti porti appresso un sasso, ti senti rigida quando ridi, quando respiri”.

“Nulla è come prima”, racconta al quotidiano. Ma Serena - 50 anni, ex commessa di un grande magazzino della Magliana - sta cercando di tornare alla normalità. Ha ripreso a lavorare in una ditta delle pulizie: “Forse era troppo presto, ma non potevo fare altrimenti, ne ho bisogno”.

“Nessuno può dire che non ce la fa, sennò rischi di perdere il lavoro. Per tutti loro, per tutti noi c’è bisogno di un supporto vero, di entrare a fare parte di un percorso assistito e con tutele. Il follow up attuale non è sufficiente”

Il ritorno alla normalità è reso ancora più complicato dal pregiudizio della gente:

“L’altro giorno i vicini che abitano sopra di me hanno aspettato che io entrassi in casa e chiudessi la porta per salire sul mio pianerottolo e proseguire sulle scale. Dopo la malattia ora tocca combattere con l’ignoranza”

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.