Sophia rediviva per la Libia imbarazza l'Italia

Angela Mauro

La missione Sophia “può essere un punto di partenza ma sia chiaro che va smontata e rimontata”, dice Luigi Di Maio al termine del Consiglio Affari Esteri a Bruxelles, riunito all’indomani della Conferenza di Berlino sulla Libia. Tradotto: Sophia può servire per vigilare sull’embargo della vendita di armi ai libici ma non per salvare i migranti nel Mediterraneo, tanto meno per farli sbarcare in Italia, come stabilito nel mandato della missione. “Stiamo parlando di fermare le armi in Libia – insiste il ministro degli Esteri – se si vuole parlare di altro, non è questo il caso”. La missione navale europea a guida italiana, interrotta dal governo giallo-verde che approfittò della indisponibilità dei paesi europei a metterci le navi, è un altro dei problemi di Di Maio e del M5s nel rapporto passato e presente con la concorrenza a destra: Matteo Salvini.

L’Ue ancora non ha preso una decisione, i tempi sono lunghi: al consiglio Affari esteri del 17 febbraio è possibile che si discuta delle ipotesi in campo, ma la decisione spetta ai leader che si riuniscono a marzo. Intnato, l’Alto rappresentante per la politica estera Josep Borrell concede a Di Maio la “revisione di Sophia per vigilare sul traffico di armi”, cosa che tra l’altro è già nel mandato della missione, ma “certamente - chiarisce - i migranti non sono il motivo per cui rivedremo la missione, anche se so che in Italia tutti pensano che Sophia serva solo a salvare i migranti e non sanno che invece serve a vigilare contro il traffico di persone e di armi”. Ma alla domanda se in futuro Sophia avrà ancora l’obbligo di far sbarcare in Italia i migranti salvati in mare, Borrell alza le mani: “Non so”. Lavori in corso: “C’è un team di giuristi che studierà la questione”.

La riunione di questa mattina a Bruxelles è servita per fare il punto di una situazione ancora non chiarissima e con mille incognite, sebbene la Libia non fosse un punto dell’ordine del giorno e...

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