Sopravvive 38 giorni nella foresta Amazzonica: pensavo di morire

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Roma, 9 apr. (askanews) – È una storia a lieto fine quella di Antonio Sena, pilota brasiliano 36enne sopravvissuto per 38 giorni nella giungla amazzonica dopo essersi schiantato con il suo aereo. Pensava che per lui fosse finita, ce l’ha fatta per giorni ma aveva perso le speranze. Poi, ha incontrato una famiglia di raccoglitori di noci che gli ha dato un rifugio e lo ha aiutato a mettersi in contatto con la madre a cui ha potuto dire di essere ancora vivo.

“Dove mi trovavo c’era acqua ma non cibo. Ero vulnerabile ed esposto ai predatori” ha raccontato. “Ero emotivamente devastato è stata l’unica volta che ho pensato che avrei potuto non uscire da lì e che sarei potuto morire lì”.

Quando il motore del suo aereo si è fermato all’improvviso, ha detto, ha avuto pochi secondi per trovare un posto per un atterraggio d’emergenza. Ha preso al volo uno zaino, bottiglie d’acqua, del pane, una lanterna e due accendini e si è allontanato dall’aereo prima che esplodesse. Ha sentito per giorni gli aerei dei soccorritori che sorvolavano sulla zona dell’incidente ma la vegetazione era troppo fitta; si è nutrito di frutti rossi e una volta è riuscito a rubare un uovo di tinamo, un uccello sudamericano, era stremato. Ma l’esperienza a contatto con la natura gli ha lasciato molto.

“Essere trovato proprio da una famiglia di raccoglitori di noci, persone che lavorano insieme – ha detto – che non danneggiano in alcun modo la foresta, si vede che vivono in una comunità, è stato bellissimo, magico per me”.