"Sorteggio per il Csm. Porremo il tema al nuovo capo dello Stato": le proposte di FdI sulla giustizia

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Plenum Csm - Giorgia Meloni (Photo: Ansa)
Plenum Csm - Giorgia Meloni (Photo: Ansa)

Per Fratelli d’Italia esiste solo un modo per riformare il sistema elettorale del Csm: introdurre il sorteggio. Il partito di Giorgia Meloni ha sottolineato la sua posizione in un convegno tenuto al Senato, dal titolo “Riformare la Giustizia, dalla scandalo di Magistratopoli alle riforme. La modifica del sistema di voto del Csm sarà tra le prime questioni che il partito presenterà al nuovo Capo dello Stato. La questione del sorteggio compatta il centrodestra. Anche la Lega e Forza Italia, infatti, ritengono che sia l’opzione migliore per scardinare il sistema emerso con lo scandalo Palamara.

Nel secondo panel del convegno, dal titolo “L’ordinamento giudiziario. Da magistratopoli alle proposte di riforma”, il direttore di Libero, Alessandro Sallusti, ha ricordato che “la riforma della giustizia non risolve alcun problema perché non vi è riforma che tenga se prima non si riforma il sistema giudiziario. Questo è un compito della politica che a furia di non procedere a fare questa riforma ha finito con il fare assumere alla magistratura un ruolo che non le compete, quello politico se non addirittura in alcuni casi quello legislativo, andando a coprire buchi nel sistema legislativo. Per questo è urgentissimo fare la riforma del sistema giudiziario.

Per il presidente di Cultura e identità’, Edoardo Syols Labini, “il tema della giustizia è un tema epocale”, mentre il procuratore capo di Vibo Valentia, Camillo Falvo, ha evidenziato che “la magistratura ha perso prestigio ed autorevolezza ed è necessario che li recuperi, serve una legge che liberi la magistratura dal peso delle correnti”.

Infine, per il deputato di FdI Andrea Delmastro, responsabile Dipartimento Giustizia di FdI, ”è necessario abbandonare lo scontro tra giustizialisti e garantisti e riformare radicalmente la magistratura, separando le carriere fra magistrato giudicante e quello inquirente. Abbiamo proposto il sorteggio per le nomine nel Csm per eradicare quel correntismo e quella partitocrazia che tanto male hanno fatto alla giustizia italiana, l’ipotesi che per eleggere il Csm si debbano fare preferenze multiple con valore decrescente mi sembra la sublimazione del metodo Palamara e quindi la ricetta Cartabia è una ricetta che respingiamo”.

La riforma del Csm è da molto tempo - per gli addetti ai lavori, da troppo tempo - la grande incompiuta delle riforme della giustizia. Da mesi la commissione giustizia della Camera attende che la ministra presenti i suoi emendamenti. Il testo, sostengono da via Arenula, è ora nelle mani di Palazzo Chigi. Ma da lì non si sta muovendo. Le conclusioni a cui è giunta la ministra, dopo i lavori della commissione Luciani, però, hanno fatto storcere il naso a tanti. A lasciare molti dubbi è soprattutto il sistema elettorale che si propone: la Guardasigilli è orientata verso un maggioritario con collegi binominali, da correggere con il sistema del ‘miglior terzo’. Per i detrattori, però, questo metodo non scardina le degenerazioni correntizie. Tra i contrari a questo sistema anche Gian Domenico Caiazza, presidente delle Camere penali: “Se ci si illude che una riforma
peraltro cervellotica del sistema elettorale del Csm possa produrre un risultato di riscatto della credibilità della magistratura siamo ben lontani dalla realtà”, ha detto, definendo inadeguate le proposte di Cartabia.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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