Sos Villaggi dei Bambini: incoraggiare i percorsi di integrazione

Ssa

Roma, 18 dic. (askanews) - Nel 2018, il numero di persone in fuga da guerre, persecuzioni e conflitti ha superato i 70 milioni. Si tratta del livello più alto registrato. Ma nel nostro Paese il cammino verso una reale integrazione è ancora in salita, sia nell'ambito lavorativo che in quello scolastico. Infatti, per i migranti che restano in Italia le principali possibilità occupazionali sono lavori in nero e privi di tutele di sicurezza e dignità sul lavoro e per i minorenni migranti, invece, non sempre è possibile accedere alle scuole e offrire un corso di italiano. In occasione della Giornata Internazionale del Migrante - istituita nel 2000 dalle Nazioni Unite per richiamare la Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti dei lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie - SOS Villaggi dei Bambini rilancia il suo impegno a favore dei migranti in Italia e nel mondo e torna ad accendere i riflettori su diritti e bisogni dei migranti che arrivano nel nostro Paese e la necessità di garantire loro un percorso di integrazione.

Con i giusti strumenti, infatti, i giovani migranti hanno l'opportunità di integrarsi nel tessuto sociale e diventare delle risorse per la comunità che li accoglie. Ne è un esempio il caso di Lamin, ragazzo del Gambia arrivato in Italia dopo un viaggio durato un anno e mezzo, poi accolto nel Villaggio SOS di Vicenza e che grazie al programma AutonoMia è stato coinvolto nel progetto Pane Quotidiano con il quale ha imparato il mestiere della panificazione e con cui oggi lavora regolarmente presso l'omonimo forno di Vicenza. O come il caso di Ismaila, ragazzo sempre del Gambia che grazie al programma di sostegno psico-sociale attivo in Calabria di SOS Villaggi dei Bambini, sogna di trovare presto un impiego come pizzaiolo.

"Oggi più che mai ci preme sottolineare come sia necessario intraprendere sforzi ed impegni politici per salvaguardare e incoraggiare i percorsi di integrazione - dichiara Orso Muneghina, Head of Emergency Response Unit per SOS Villaggi dei Bambini. - Dobbiamo sempre ricordarci che prima che di migranti, parliamo di persone e che queste hanno i nostri stessi diritti ed è necessario che anche nelle comunità in cui vengono accolti sia promossa una corretta informazione in grado di abbattere i muri culturali che oggi, nel nostro Paese, impongono barriere più alte dei muri fisici. In parallelo, è fondamentale che ai migranti si possano offrire le condizioni per integrarsi trasferendo loro delle competenze che permettano poi loro di essere indipendenti e apprezzati dalla comunità".

In Italia, SOS Villaggi dei Bambini è attiva con programmi mirati che riguardano da una parte l'accoglienza e l'inserimento sociale di Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA) e giovani richiedenti asilo e, dall'altra, nuovi interventi di protezione e integrazione per famiglie migranti, principalmente nuclei composti da mamme e bambini. Nello specifico, l'Organizzazione opera in Calabria con il programma di sostegno psico-sociale per MSNA "Io Non Viaggio Solo", nei Villaggi SOS con progetti di accoglienza e a Torino con il progetto di affido interculturale "Come a casa". Nel 2018, SOS Villaggi dei Bambini ha raggiunto circa 440 MSNA e richiedenti asilo, accogliendone 50 nei Villaggi SOS e sostenendone 390 in Calabria. A Torino, invece, è stato dato supporto a 7 donne e a 9 bambini, ospitandoli in nuclei familiari interculturali.

"Il mio viaggio è durato 18 mesi attraversando Gambia, Senegal, Niger e Libia dove ho lavorato 8 mesi facendo le pulizie nella casa di un mio connazionale. Non mi ha mai pagato per il lavoro che ho fatto, ma mi ha trovato un posto in un gommone - ricorda Lamin, ragazzo del Gambia oggi impiegato nel forno di Pane Quotidiano - Eravamo più di cento, siamo partiti di notte ed entrava l'acqua. Ho avuto paura di morire e l'angoscia di quel viaggio e del terrore che ho provato mi tormenta ancora di notte quando dormo. Mi manca tutto del mio Paese, soprattutto la mia famiglia, ma voglio studiare e diventare anche un attivista per i diritti umani".