Sospeso reddito cittadinanza a ex BR Saraceni, "pronto il ricorso"

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Roma, 20 nov. (askanews) - Federica Saraceni, l'ex Br condannata a 21 anni e 6 mesi per l'omicidio del giuslavorista Massimo D'Antona, attualmente agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, aveva presentato all'Inps una domanda per il reddito di cittadinanza, adducendo di non prestare alcuna attività lavorativa e di avere due figli minori a carico, nonchè di non possedere beni immobili. L'Istituto le aveva accordato il reddito il 30 settembre nella misura di 623 euro mensili: qualche giorno fa, non ricevendo il pagamento sulla carta, la donna ha contattato l'Inps per avere chiarimenti e gli è stato risposto che l'emolumento le è stato "sospeso" per alcuni accertamenti.

Ora l'Associazione GiustItalia tramite gli avvocati Luigino Ingrosso e Samantha Faiella annuncia un "ricorso contro provvedimento di sospensione all'autorità giudiziaria".

Saraceni, spiegano i legali, "ha presentato un Isee per l'anno pregresso notevolmente inferiore al limite di quello richiesto per il reddito di cittadinanza. La donna, nonostante il suo casellario giudiziale, ha diritto a ricevere il reddito di cittadinanza in quanto la normativa sul reddito di cittadinanza prevede che il reddito non sia concesso a chi è in stato detentivo a 'totale carico dello Stato': ma la Saraceni è agli arresti domiciliari nella sua abitazione, quindi de facto non risulta essere a carico dello Stato".